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Tetragramma biblico
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top
Il mwcgtetragramma biblico (mwcwin greco antico τετραγράμματον?, tetragràmmaton) è la sequenza delle quattro mwdalettere mwdqebraiche che compongono il mwdgnome proprio di mwdwDio, mweaYahweh, utilizzato nella mweqBibbia ebraica e mwegcristiana.cite-ref-1[1]

Le quattro lettere del tetragramma sono mwgain ebraico יהוה‎mwgq? (mwggyod, mwgwhe, mwhawaw, mwhqhe, da leggersi da destra a sinistra). La traslitterazione più comune è: mwhgYHWH.cite-ref-knight-2011-2-0[2] Dato che nella lingua ebraica non si scrivono le vocali, il tetragramma biblico è costituito unicamente da mwiwconsonanti. Fin dall'epoca persiana, per un'interpretazione restrittiva del secondo dei mwjadieci comandamenti, gli mwjqEbrei considerano il tetragramma come troppo mwjgsacro per essere pronunciato e perciò la corretta vocalizzazione (l'interpolazione di vocali alle consonanti) del tetragramma è andata col tempo perduta.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-botterweckringgren1977-5-0[5]cite-ref-samuelson2006-6-0[6]

Coloro che seguono le mwoatradizioni ebraiche conservatrici non pronunciano mwoqיהוה‎, ad alta voce o in silenzio mentalmente, né lo leggono traslitterato in altre lingue. L'mwogordinamento religioso ebraico prescrive che il nome sia sostituito da mwowAdonai (quest'ultimo è anch'esso considerato un nome sacro, da usarsi solamente durante le mwpapreghiere),cite-ref-7[Nota 1] prescrivendo anche che per farvi riferimento si debba usare la forma impersonale mwqqmwqghaShem ("il Nome").cite-ref-autogenerato1-8-0[7] La parola è invece sostituita con altri mwrwtermini divini, sia che si desideri invocare o fare riferimento al Dio di mwsaIsraele. Un'altra forma sostitutiva ebraica comune, oltre alle già citate, è mwsqhakadosh baruch hu (“Il Santo Benedetto”).cite-ref-parke-taylor-79-9-0[8]

A partire dal mwtwXVI secolo è nata una ricerca approfondita e vasta su come ricostruire la pronuncia del tetragramma. Basandosi sulle mwuaconsonanti ebraiche, la pronuncia del tetragramma potrebbe essere vicino a mwuqYahweh.cite-ref-parke-taylor-79-9-1[8] I mwvgSamaritani, infatti, affermano che la pronuncia sia mwvwiabe. Alcune fonti mwwapatristiche, tuttavia, forniscono prove per la pronuncia mwwqgreca mwwgiaō.cite-ref-parke-taylor-79-9-2[8]

«Molti studiosi ritengono che il significato più appropriato possa essere mwya"Egli porta all'esistenza ciò che esiste"»cite-ref-britannica-com-10-0[9] mwzqHans Küng osserva che quel nome è «una dichiarazione sulla volontà di Dio, secondo l'interpretazione oggi fornita dai principali esegeti dell'Antico Testamento […] che esprime la sua esistenza dinamica […]».cite-ref-11[10] Il nome potrebbe anche derivare da un mwagverbo che significa "divenire", "avvenire", "esistere" ed "essere".cite-ref-knight-2011-2-1[2]cite-ref-jw-org-12-0[11]cite-ref-byrne2011-13-0[12]cite-ref-ccel-org-14-0[13]cite-ref-strong-15-0[14]cite-ref-parke-taylor2006-16-0[15]

Nell'mwhgAntico Testamento «il nome ricorre più di seimilaottocento volte».

Contents

Adonai
Vulgata
Note

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Origini

Etimologia

Le lettere, appropriatamente lette da destra a sinistra (in mwigebraico biblico), sono:

mwjq mwjgmwjw mwkamwkqEbraicomwkgmwkwNome della letteramwlaPronuncia mwlg mwlwmwmaי mwmqmwmgYod mwmw[j] mwnq mwngmwnwה mwoamwoqHe mwog[h] mwpa mwpqmwpgו mwpwmwqaWaw mwqq[w], o segnaposto per vocale "O"/"U" (cfr. mwqwmater lectionis) mwra mwrqmwrgה mwrwmwsaHe mwsq[h] (o spesso mwswmuta a fine parola)

Esiste fra gli studiosi contemporanei un consensocite-ref-17[16] che il nome "YHWH" sia un verbo derivato dalla mwuqradice mwugtriconsonantica dell'mwuwebraico biblico mwvaהיה‎ (mwvqh-y-h) – che significa "essere", "divenire", "avvenire" e che ha mwvgהוה‎ (mwvwh-w-h) come forma arcaica – con un mwwaprefisso mwwqy- in mwwgterza persona maschile.cite-ref-strong-15-1[14]cite-ref-the-new-1907-18-0[17]cite-ref-zuck-19-0[18] Si collega al passo mwzwEsodo 3:14cite-ref-20[19] in cui Dio dà il suo nome come mw1aאֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה‎ (mw1qmw1gehyeh asher ehyeh), tradotto variamente come "Io sono colui che è", "Io sono colui che sono", "Sarò chi sarò" o ancora "Io sono io-sono"cite-ref-21[Nota 2] o "Diverrò ciò che deciderò di divenire",cite-ref-nwt-22-0[20] "Diverrò qualsiasi cosa mi aggradi".cite-ref-emphasized-23-0[21]

יהוה con la mw5avocalizzazione (niqqud) "Yahweh" potrebbe in teoria essere l'inflessione verbale mw5ghif'il (mw5wcausativa) della radice HWH, con un significato del tipo "colui che induce a esistere" o "che dà la vita" (l'idea base della parola essendo "respirare" e quindi "vivere")cite-ref-jewishencycloname-24-0[22]cite-ref-albright-25-0[23] o "Egli fa divenire".cite-ref-nwt-22-1[20] Come inflessione verbale mw9aqal (paradigma base), potrebbe significare "Colui che è, che esiste".cite-ref-the-new-1907-18-1[17]

Significato

Sono diverse le teorie sul significato del nome divino Yahweh.

Negli anni 1920, mw-aWilliam Albright propose la teoria che il nome "Yahweh" è in realtà una abbreviazione della frase "mw-qyahweh (egli fa esistere) mw-gašer (quello che) mw-wyihweh (esiste)", nella quale mwaqayahweh sarebbe la terza persona maschile singolare dell'imperfetto (aspetto, non tempo) del causativo del verbo mwaqehawah (forma arcaica del verbo ebraico mwaqihayah), e mwaqmyihweh la parte corrispondente della forma semplice dello stesso verbo.cite-ref-26[24] Secondo la voce "Yahweh" (di data incerta) della mwaqgmwaqkEnciclopedia Britannica, molti studiosi hanno aderito a tale teoria,cite-ref-britannica-com-10-1[9] che però altri non accettano. mwaq4Frank Moore Cross, discepolo di Albright, lui pure propone l'interpretazione causativa del nome "Yahweh", che secondo lui è una abbreviazione della frase mwaq8yahweh ṣĕbaot (egli fa esistere gli eserciti celesti), frase che appare più di 200 volte nella Bibbia ebraica e di cui Cross rigetta l'interpretazione tradizionale: "Yahweh (o Signore) degli eserciti".cite-ref-27[25] David N. Freedman, altro discepolo di Albright, menziona altri ipotetici nomi di cui "Yahweh" potrebbe essere una forma abbreviata: mwarqēl yahweh yiśrāʾēl (Dio fa esistere Israele), mwaru*ʾēl yahweh rûḥôt (Dio fa esistere i venti),cite-ref-dictionary915-28-0[26]

Il significato del tetragramma viene spesso messo in relazione con il passo del mwarsmwarwLibro dell'Esodo (mwar03, 14) che contiene la frase אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה", mwar4ĕhyeh (Io sono o sarò, ecc.) mwar8ašer (quello che) "mwasaĕhyeh". Lì il verbo ("esistere, essere") appare in prima persona e nella forma semplice o mwaseqal, non in quella causativa o mwasihif'íl ("far esistere") ed è solitamente tradotto in mwasmitaliano con "io sono". Cross propose che il testo originale fosse nella terza persona e nella forma mwasqhif'il: mwasuyahweh ašer yahweh; e Freedman considerò sufficiente mettere i verbi nella forma mwasyhif'il, cambiandone solo le vocali, e interpretare come equivalente a "io sono il creatore" la risultante frase, "io creo ciò che creo".cite-ref-29[27]

La mwaswSeptuaginta rende la frase con Ἐγώ εἰμι ὁ ὤν (mwas0egṑ eimi ho ṑn), letteralmente "io sono l'esistente". Anticamente questa frase veniva intesa come indicazione dell'essenza metafisica di Dio. Gli esegeti contemporanei invece l'interpretano non come dichiarazione di Dio sulla sua esistenza statica, ma come promessa di essere attivamente o dinamicamente con Mosè e con il popolo d'Israele ("mostrarsi presente").cite-ref-dictionary915-28-1[26]cite-ref-kung-30-0[28]

La maggioranzacite-ref-31[29] degli studiosi moderni non limitano il nome al senso causativo ma lo collegano con il raggio più vasto di significati del verbo, che nella forma mwatsqal significa mwatwessere, mwat0esistere, mwat4divenire, mwat8avvenire, mwauaavere l'esistenza e denota l'esistenza attiva di Dio a favore del suo popolo, come dichiara Dio in mwaueEsodo 3,14: "Io sono colui che sono" o "che sarò" o "che diventerò", ecc.cite-ref-byrne2011-13-1[12]cite-ref-ccel-org-14-1[13]cite-ref-brill1978-32-0[30]cite-ref-divinename-33-0[31] È tipico dell'erudizione contemporanea mettere l'accento su tale esistenza attiva.cite-ref-divinename-33-1[31]

Michael S. Heiser indica vari motivi per considerare insicura l'interpretazione del nome "Yahweh" sulla base della sola forma causativa del verbo.cite-ref-34[32] I mwavsTestimoni di Geova, che hanno scelto l'interpretazione causativa, riconoscono che, data la varietà delle opinioni al riguardo, essa non può essere considerata certa.cite-ref-jw-org-12-1[11]

Secondo G. H. Parke-Taylor, mentre non si può escludere che il nome divino abbia avuto origine dal senso causativo del verbo, tale significato fu poi sostituito dalla spiegazione etimologica di mwaweEsodo 3,14, con conseguente spostamento dell'enfasi dalle azioni di Dio alla sua continua presenza, nella sua libertà e nella sua sovranità, in mezzo al suo popolo.cite-ref-parke-taylor2006-16-1[15] Nel 1978, il relativo studio di Hans Kosmala notò che il capitolo 3 di mwawyEsodo interpreta il nome "Yahweh" come espressione dell'esistenza attiva di Dio: "e nessun'altra spiegazione viene data né in tale capitolo né altrove [...] Nella Bibbia ebraica non si trova alcun elemento che possa suggerire la spiegazione del tetragramma proposta da Albright e da Freedman.cite-ref-brill1978-32-1[30] E nel 2018 John I. Durham osserva: "Il nome speciale יהוה 'Yahweh' viene definito, nell'unica spiegazione che si dà nell'intero Antico Testamento, come affermazione della realtà dell'attiva esistenza del Dio d'Israele".cite-ref-35[33]

Alcuni studiosi affermano che la migliore spiegazione etimologica del nome "Yahweh" è quella che, sulla base di un'altra radice semitica, che significa "soffiare", identifica il dio degli Ebrei come dio della tempesta. Fra essi si trovano mwaxaJulius Wellhausen e Thomas Römer,cite-ref-36[34] Jürgen van Oorschot e Markus Witte,cite-ref-37[35] B. Duhm, R. Eisler, W.O.E. Oesterly e T.H. Robinson, e T.J. Meek.cite-ref-38[36]

La mwax4mwax8Jewish Encyclopedia riporta:

«è possibile determinare con un buon grado di certezza la pronuncia storica del Tetragramma, e il risultato è in accordo con l'affermazione contenuta in Esodo 3:14, nel quale la radice verbale si rivela come "Io sarò", una frase che è immediatamente preceduta dall'affermazione completa "Io sarò ciò che sarò", oppure, come nelle versioni in italiano (o in inglese) "Io sono" e "Io sono ciò che sono". Il nome deriva dalla radice del verbo essere, ed è visto come un imperfetto. Questo punto è decisivo per la pronuncia poiché l'etimologia è basata in questo caso sulla parola nota. Gli esegeti più antichi, come

Onkelos

, i

Targumin

di

Gerusalemme

e lo

pseudo-Gionata

considerano

Ehyeh

e

Ehyeh Asher Ehyeh

come il nome della Divinità, e accettano l'etimologia di

hayah

: "essere"

»

Il tetragramma potrebbe anche significare "io mostrerò d'essere ciò che mostrerò d'essere" oppure "Io sono l'essenza dell'essere": il nome per indicare che Dio può manifestarsi nel tempo come tutto ciò che desidera e che attualmente è fuori del tempo.cite-ref-parola-40-0[38] Con ciò YHWH dice a mwaysMosè di essere colui che è sempre presente a favore del suo popolo. Il nome di Dio assume così un doppio significato:

• storico-salvifico: io sono colui che è presente per salvare il mio popolo dalla schiavitù d'mway4Egitto; si ritiene che tale significato sia il più fedele al contesto in cui il nome appare.
• metafisico: io sono colui che esiste di per sé; Dio rivela a Mosè di essere l'mwazaEssere in quanto essere. Tale significato è stato sviluppato in epoca cristiana, soprattutto nell'ambito della riflessione mwazemetafisica e mwaziontologica. Infatti, le caratteristiche di YHWH corrispondono a quelle che mwazmParmenide aveva definito per l'mwazqessere (immutabilità, incorruttibilità, eternità).cite-ref-parola-40-1[38]

Il teologo mwazoHans Küng nel libro mwazsDio esiste, paragrafo "L'unico Dio con un nome", fa un'ampia disamina sul significato del nome, esprimendo un punto diverso:

«[...] Jahvé (abbreviazione in «

Jah

»): scritto in ebraico soltanto da quattro consonanti, con il tetragramma JHWH. Soltanto in epoca molto posteriore, non volendo più pronunciare per rispetto il nome di Jahvé (a partire dal sec. III), si aggiunsero alle quattro consonanti le vocali del nome divino «

Adonai

» ("Signore"), dando così motivo ai teologi medievali (e agli odierni Testimoni di Geova) di leggere «

Jehovah

» invece che Jahvé. Ma qual è il significato del nome Jahvé? In tutto l'Antico Testamento, nel quale il nome ricorre più di seimilaottocento volte, si trova soltanto l'enigmatica risposta ricevuta da Mosè sul Sinai, davanti al roveto ardente: «

ehejeh aser ehjeh

». Come tradurre questa dichiarazione, sulla quale è stata scritta tutta una piccola biblioteca? Per lungo tempo ci si è attenuti alla traduzione greca dell'Antico Testamento (detta dei Settanta, in quanto opera, secondo la leggenda, di settanta traduttori): «Io sono colui che sono». Una traduzione che conserva ancora il suo valore. Il verbo «

hajah

» infatti - sia pure in rarissimi casi - significa anche «essere». Per lo più però il suo significato va cercato tra «essere presente, aver luogo, manifestarsi, accadere, divenire». Siccome inoltre in ebraico si ha la stessa forma per il presente e il futuro, si può tradurre tanto «Io sono presente quando sono presente» quanto «Io sono presente quando sarò presente» oppure - secondo il grande traduttore ebreo dell'Antico Testamento

Martin Buber

- «

Io sarò presente quando sarò presente

». Qual è il significato di questo nome enigmatico? Non si tratta di «

una dichiarazione sull'essenza di Dio

», come ritenevano i Padri della Chiesa, gli scolastici medievali e moderni: nessuna rivelazione dell'entità metafisica di Dio, da intendersi nel senso greco di un essere statico («ipsum esse»), nel quale, secondo la concezione tomista, l'essenza e l'esistenza coinciderebbero. Si tratta «

piuttosto

» di «

una dichiarazione sulla volontà di Dio

», secondo l'interpretazione oggi fornita dai principali esegeti dell'Antico testamento: vi si esprime la presenza di Dio, la sua esistenza dinamica, il suo essere presente, reale, operante, il suo infondere sicurezza, il tutto in una formulazione che non permette oggettivazioni, cristalizzazioni e fissazioni di sorta. Il nome «

Jahvé

» quindi significa: «Io sarò presente!» - guidando, aiutando, rafforzando, liberando.»

(Hans Kungcite-ref-kung-30-1[28])

Il significato del nome secondo mwaamFranz Rosenzweig è: mwaaqIch werde dasein, als der ich dasein werde.cite-ref-41[Nota 3]

Il filosofo ebreo mwaaoErnst Bloch afferma che "il Dio dell'Esodo non è statico come gli dei pagani"cite-ref-42[39], e ne deduce che il passo biblico mwaa8Esodo 3:14cite-ref-43[40] si traduce meglio con "Io sarò quello che sarò" in contrasto con la Biblia Sacra Vulgata del mwabqV secolo, dalla quale derivano o fanno riferimento le maggiori traduzioni successive, nella quale leggiamo "mwabuego sum qui sum", e con le più diffuse traduzioni del testo masoretico mwabyCodex Leningradensis, nel quale leggiamo "אֶֽהְיֶ֑ה אֲשֶׁ֣ר אֶֽהְיֶ֖ה", ossia "'eh·yeh 'ă·šer 'eh·yeh", che viene spesso tradotto "Io sono chi io sono".cite-ref-44[41]. L'intenzione del filosofo è quella di proporre un contrasto con l'iscrizione "EI" del tempio di Apollo a Delfi, che secondo la sua "interpretazione mistico-numerica" si tradurrebbe "Tu sei".cite-ref-45[42], continua Bloch, «nel senso dell'esistenza atemporale e immutabile del Dio. mwab8 'Ehjeh ašer 'ehjeh invece si presenta fin dalla prima apparizione di Jahvé un Dio della fine dei giorni, che ha nel futuro la propria qualità ontologica. Questo Dio-Fine e Omega sarebbe stato una stoltezza a Delfi, come in ogni religione il cui Dio non sia un Dio dell'esodo»cite-ref-46[43]. Altri ritengono oggi impossibile stabilire l'esatto significatocite-ref-47[44]

Simbolismo numerico associato al tetragramma

L'utilizzo di numeri per indicare le divinità era comune nel mondo mesopotamico, per esempio mwadiAnu era il numero 60, mwadmEa il 40, mwadqSin il 30, mwaduIshtar il 15, ecc.cite-ref-48[45] Questi numeri venivano semplicemente scritti al posto del nome della corrispondente divinità. Non deve quindi sorprendere che gli Israeliti abbiano cercato di stabilire con l'aiuto della mwadogematria dei numeri che corrispondessero a YHWH. La soluzione più diretta è il numero 26, ma non meno importante è il 17 che si ottiene escludendo valori superiori al 9 nella corrispondenza con le lettere: in pratica il valore 10 assegnato alla lettera Y diventa 1. Questa forma compatta di gematria era molto diffusa. Il 17, poi, poteva essere ridotto a 1+7 o semplicemente 8. Secondo mwadsIsrael Knohl, che fornisce molti esempi dell'uso biblico di questi numeri, anche il rito più sacro del culto ebraico, che veniva eseguito una volta l'anno per ottenere il perdono dei peccati, era governato da questa numerologia. Il mwadwsommo sacerdote, infatti, aspergeva con il dito intinto nel sangue delle due vittime una volta il lato orientale del mwad0propiziatorio più altre sette volte il davanti (Lv 16,14-15). Il rito equivaleva ad una duplice muta invocazione del nome di YHWHcite-ref-49[46] I numeri 17 e 26, inoltre, pervadono tutti i libri della Bibbia in un modo meno visibile, ma rigorosamente applicato quasi ovunque. Infatti, i numeri ottenuti contando le lettere o le parole delle pericopi bibliche sono quasi sempre multipli di 17 o di 26.cite-ref-50[47]

La tradizione mwaeccabbalistica afferma che la pronuncia corretta del tetragramma biblico è nota solo a una stretta cerchia di persone per ogni generazione, ma non ad altri. In opere cabalistiche successive a volte si fa riferimento al tetragramma col nome mwaegHavayah—mwaekin ebraico הוי'ה‎mwaeo?, che significa "il Nome dell'Essere/Esistenza". Questo nome serve anche quando c'è bisogno di far riferimento specificamente al Nome scritto; parimenti, "Shem Adonoot," che significa "il Nome d'Autorità" può essere usato per riferirsi specificamente al nome parlato "Adonai".cite-ref-scholem-51-0[48]

mwafaMoshe Chaim Luzzatto,cite-ref-ramchal31-52-0[49] l'albero del tetragramma "si dispiega" secondo la natura intrinseca delle sue lettere, "nello stesso ordine in cui appaiono nel Nome, nel mistero del dieci e nel mistero del quattro." Pertanto, l'apice superiore della lettera mwafuYod è mwafyArich Anpin (emanazione divina) e il corpo principale di mwafcYod è mwafgAbba; la prima lettera mwafkHei è mwafoImma (Madre); la mwafsVav è mwafwZeir Anpin e la seconda mwaf0Hei è mwaf4Nukvah. Si sviluppa in questo ordine succitato e "nel mistero delle quattro espansioni" che sono costituite dalle seguenti grafie delle lettere:

mwagaע"ב/mwage`AVmwagi : יו"ד ה"י וי"ו ה"י, chiamato "`AV" secondo il suo valore mwagmghematrico ע"ב=70+2=72.

mwaguס"ג/mwagySaG: יו"ד ה"י וא"ו ה"י, ghematria 63.

mwaggמ"ה/mwagkMaH: יו"ד ה"א וא"ו ה"א, ghematria 45.

mwagsב"ן/mwagwBaN: יו"ד ה"ה ו"ו ה"ה, ghematria 52.

Luzzatto riassume: "In conclusione, tutto quello che esiste si fonda sul mistero di questo Nome e sul mistero di queste lettere che lo compongono. Ciò significa che tutti gli ordini e leggi differenti sono estratti e sottesi a queste quattro lettere. Questo non è un particolare percorso ma piuttosto un sentiero generale, che include tutto ciò che esiste nelle mwag4Sefirot in tutti i loro dettagli e che mette ogni cosa sotto al suo ordine."cite-ref-ramchal31-52-1[49]

Un altro parallelo connette le quattro lettere del tetragramma con i mwahqQuattro Mondi: il carattere mwahumwahyי è associato ad mwahcAtziluth, la prima mwahgmwahkה con mwahoBeri'ah, il carattere mwahsmwahwו con mwah0Yetzirah, e quello finale mwah4mwah8ה con mwaiaAssiah.

Ci sono quellicite-ref-ramchal31-52-2[49] che credono che la mwaiytetraktys e i suoi misteri abbiano influenzato i primi mwaiccabalisti. Una tetraktys ebraica in modo simile mostra le lettere del tetragramma iscritte sulle dieci posizioni del triangolo, da destra a sinistra. Si sostiene che l'mwaigAlbero della vita cabalistico, con le sue dieci sfere di mwaikemanazione, sia in qualche modo collegato alla tetraktys, ma la sua forma non è quella di un triangolo.cite-ref-ramchal31-52-3[49] La scrittrice mwai4esoterista mwai8Dion Fortune dice:

"Il mwajipunto è assegnato a mwajmKether;
la mwajulinea a mwajyChokhmah;
il mwajgpiano bidimensionale a mwajkBinah;
di conseguenza il mwajssolido tridimensionale tocca naturalmente a mwajwChesed."cite-ref-53[50]

(Il primo solido tridimensionale è il mwakitetraedro.)

Il rapporto tra le forme geometriche e le prime quattro mwakqSefirot è analogo alle correlazioni geometriche della tetraktys e sottolinea la pertinenza dell'mwakuAlbero della Vita con la tetraktys.cite-ref-54[51]

Pronuncia

La pronuncia più vastamente accettata del tetragramma (YHWH) è mwakwmwak0Yahweh.cite-ref-55[Nota 4] Una delle prime testimonianze mwalicristiane in tal senso è mwalmClemente Alessandrino (mwalq150-mwalu215) negli mwalyStromaticite-ref-56[52]. L'mwalsesegeta mwalwbenedettino mwal0Genebrardus (mwal4Francia, mwal81535–mwama1597) propose la pronuncia mwameJahve basandosi sull'asserzione di mwamiTeodoreto che i mwammSamaritani usassero la pronuncia mwamqIabe. Il mwamubiblista Arthur Lukyn Williams (mwamc1853-mwamg1943) asserì che la pronuncia del tetragramma dovesse essere mwamkYaho o mwamoYahu basandosi sui mwamsnomi teofori della mwamwBibbia ebraica (mwam0mwam4Tanakh) che terminano in YHW.cite-ref-parke-taylor-79-9-3[8]

Alla maggioranza degli mwanqebrei comunque era proibito pronunciare o persino scrivere l'intero tetragramma.cite-ref-parke-taylor-79-9-4[8] In assenza di una vocalizzazione precisa, ogni traduttore moderno deve comunque usare un certo criterio per inserire nel tetragramma le vocali che permettano di leggerlo in una delle lingue correnti. Nelle edizioni odierne della Bibbia il nome può essere pertanto trascritto in vari modi, a seconda delle ipotesi sottese.

Le vocalizzazioni più conosciute sono:

• A E (Yahweh, da cui, in italiano, Jahvè)
• E O A (Yehowah, da cui, in italiano, Geova)

È accettata la vocalizzazione A E, che fa riferimento al testo del capitolo mwan43cite-ref-57[53] del mwaomlibro dell'Esodo in cui Dio rivela il suo nome a mwaoqMosè. In questo caso dal testo si evince che יהוה è una forma arcaica del verbo essere in ebraico (mwaouhawah, moderno mwaoyhajah), significante "Egli è", in una forma causativa del verbo.

La vocalizzazione O A I sembra molto forzata.

Forzata è anche la vocalizzazione I I, che deriverebbe da un'altra trascrizione (יי). Si tenga poi presente che la lettera vav (ו), una volta vocalizzata in O o U, perde il suono V per assumere un suono puramente vocalico, quindi il tetragramma potrebbe essere una sequenza di soli suoni vocalici.

In tempi recenti, George W. Buchanan, professore emerito del Wesley Theological Seminary di Washington, sulla base di alcuni nomi ebraici di persone o luoghi contenuti nelle scritture che mantengono una forma abbreviata del nome divino, afferma: "Nella dozzina di nomi biblici che incorporano il nome divino, questa vocale mediana ['o'] appare sia nell'originale sia nelle forme accorciate, come per Jehonathan e Jonathan. In nessun caso viene omessa la vocale mwaosu o mwaowo. La parola era a volte abbreviata con 'Ya', ma mai come 'Ya-weh'... Quando il tetragramma veniva pronunciato come singola sillaba, era 'Yah' o 'Yo'. Quando era pronunciata in tre sillabe, doveva essere 'Yahowah' o 'Yahuwah'. Se mai venne abbreviata in due sillabe, avrebbe dovuto essere 'Yaho'."cite-ref-58[54] Afferma inoltre: "Tale [Yehowah] è la pronuncia corretta del tetragramma, come viene reso chiaro dalla pronuncia dei nomi propri nel mwapePrimo Testamento (PT), in poesia, nei documenti aramaici del quinto secolo, nelle traduzioni greche del nome sui mwapiRotoli del Mar Morto e nella mwapmpatristica".cite-ref-59[55]

Vocalizzazione tiberiense

Punteggiatura vocalica

Il mwaqetesto consonantico originale della Bibbia ebraica era, molti secoli dopo, fornito di segni vocali dai mwaqiMasoreti per aiutarne la lettura. Nei punti in cui le consonanti del testo da leggere (il mwaqmQere) differiva dalle consonanti del testo scritto (il mwaqqKetiv), i Masoreti scrissero il mwaquQere ai margini come nota che dimostrava come si doveva leggere. In tal caso le vocali del mwaqyQere erano scritte sul mwaqcKetiv. Per alcune parole più frequenti la nota a margine veniva omessa: questa forma si chiama mwaqgQ`re perpetuum.cite-ref-60[Nota 5]

Uno di questi casi frequenti fu il tetragramma, che secondo l'osservanza ebraica antica non doveva essere pronunciato, ma letto come "mwaq4Adonai" ("Mio Signore") oppure, se la parola precedente o quella successiva era già "Adonai" o "Adoni", bisognava leggerla come "mwaq8Elohim" ("mwaraDio"). Questa combinazione produce יְהֹוָה e יֱהֹוִה rispettivamente, parole obsolete che si rendono con "yehovah" e "yehovih" rispettivamente.cite-ref-israeliti-61-0[56] I manoscritti più antichi completi o quasi completi del mwaruTesto Masoretico del mwaryTanakh con la mwarcvocalizzazione tiberiense, quale il mwargCodex Aleppo e il mwarkCodex Leningradensis, entrambi del X o XI secolo, in gran parte riportano יְהוָה (yehvah), senza punto sotto la prima H; ciò potrebbe essere perché il punto diacritico della mwaroo non gioca un ruolo utile nel distinguere tra mwarsAdonai e mwarwmwar0Elohim (e quindi è ridondante), o potrebbe indicare che il mwar4Qere è "Shmwar8ema", che è l'mwasaaramaico de "il Nome".cite-ref-israeliti-61-1[56]

Semivocali consonantiche

In ebraico antico, la lettera mwatamwateו, nota a locutori ebrei moderni come mwativav, era una semivocale /mwatmw/ (come per l'mwatqinglese e non per il mwatutedesco) piuttosto che una /v/.cite-ref-62[Nota 6] La lettera, nel mondo accademico, viene indicata come mwatsmwatwwaw, e conseguentemente mwat0in ebraico יהוה‎mwat4? è rappresentato nei testi accademici come mwat8YHWH.

Nell'ebraico biblico non punteggiato, gran parte delle vocali non vengono scritte e quelle che vengono scritte sono ambigue, poiché le lettere mwauevocali sono usate anche come mwauiconsonanti (simile all'uso mwaumlatino di mwauqV per indicare sia mwauuV sia mwauyU - cfr. mwaucmatres lectionis per dettagli). Per pari ragioni, la comparsa del tetragramma in due mwaugpapiricite-ref-dictionary-1999-63-0[57] scritti in mwau0egizio del mwau4XIII secolo p.mwau8e.v.cite-ref-64[Nota 7] non getta luce sulla pronuncia originale.cite-ref-israeliti-61-2[56] Pertanto in generale è difficile dedurre come una parola venga pronunciata basandosi solo sulla sua grafia, e il tetragramma ne è esempio particolare: due delle sue lettere possono servire come vocali, e due sono segnaposti vocalici, non pronunciabili. Pertanto il mwavgfilosofo e mwavkstorico del mwavoI secolo mwavsFlavio Giuseppe ebbe a dire che il nome sacro di Dio consiste di "quattro vocali".cite-ref-65[58] In nessuno dei due papiri il nome Yahu è posto in relazione con il popolo degli Israeliti o con la terra palestinese.cite-ref-dictionary-1999-63-1[57]

Questa difficoltà si verifica anche in mwawugreco nella trascrizione di parole ebraiche, perché al greco manca una lettera che rappresenti la consonante "y" e (dalla perdita del mwawydigamma) di una lettera "w", causando la trascrizione in greco delle consonanti ebraiche "yod" e "waw" come vocali. Inoltre, la "h" non iniziale provocò difficoltà ai greci e spesso rischiava di essere omessa; χ (mwawcchi) era pronunciata come "k" + "h" (come nell'mwawghindī moderno "lakh", cioè लाख) e non poteva essere usata per rappresentare "h", come nel mwawkgreco moderno Χάρρι = "Harry", per esempio.cite-ref-parke-taylor-79-9-5[8]

Adonai

Le vocalizzazioni di mwaxuיְהֹוָה (mwaxyYehowah) e mwaxcאֲדֹנָי (mwaxgAdonai) non sono identiche. Lo mwaxkscevà in YHWH (la mwaxovocale mwaxsmwaxw ְ sotto la prima lettera) e la mwax0mwax4hataf patakh in 'DNY (la vocale mwax8mwaya ֲ sotto la sua prima lettera) appaiono differenti. La vocalizzazione può essere attribuita alla mwayefonologia dell'ebraico biblico,cite-ref-66[59] dove la mwayyhataf patakh è grammaticalmente identico allo scevà, rimpiazzando sempre ogni mwaycsceva naḥ sotto una mwayglettera velare. Poiché la prima lettera di אֲדֹנָי è una velare, mentre non lo è la prima lettera di יְהֹוָה, la mwaykhataf patakh sotto mwayoaleph (velare) torna a essere uno scevà regolare sotto alla lettera (nonvelare) mwaysyod.cite-ref-zuck-19-1[18]

La tabella qui sotto considera rispettivamente i punti vocalici di mwazeיְהֹוָה (mwaziYehowah) e di mwazmאֲדֹנָי (mwazqAdonai):

Da notare nella tabella sopra che la "sh'wa semplice" di mwa4aYehowah e la mwa4ehatef patah di mwa4iAdonai non sono la stessa vocale. La stessa informazione viene mostrata nell'immagine a destra (in mwa4minglese), dove si intende che mwa4qYHWH debba essere pronunciato come mwa4uAdonai ("mwa4yYHWH intended to be pronounced as mwa4cAdonai"), e mwa4gAdonai stesso mostra i suoi punti vocalici leggermente differenti ("mwa4kAdonai, with its slightly different vowel points").

Yehowah o Jehowah (Geova)

qui punta il redirect [[Yehowah]]

"Jehovah" (dʒɨˈhoʊvə) è un adattamento dell'mwa5webraico mwa50יְהֹוָה, mwa54vocalizzazione del tetragramma.cite-ref-68[61] mwa6m"Geova" è stata una delle forme di יְהֹוָה largamente diffuse nella mwa6qletteratura e nell'mwa6uesegesi italiane, specie prima che gli studiosi abbandonassero il suo uso. Come spiegato nella mwa6ysezione precedente, le consonanti del tetragramma, e i punti vocalici di יְהֹוָה sono simili, ma non esattamente gli stessi, dei punti vocalitici presenti in mwa6cAdonai, "Signore".

La maggioranza dei biblisti credono che "Jehovah" sia una tarda (c. 1100 mwa6ke.v.) forma ibrida derivata dalle lettere latine mwa6oJHVH con le vocali di mwa6sAdonai.cite-ref-69[62] La vocalizzazione storica andò persa perché nell'ebraismo del mwa7aSecondo Tempio, durante i secoli III e II p.mwa7ee.v., la pronuncia del tetragramma venne evitata, sostituendola con mwa7iAdonai ("Mio Signore"). Il consenso degli esegeti è che la vocalizzazione storica del tetragramma al tempo della redazione della mwa7mmwa7qTōrāh (VI secolo p.e.v.) sia quasi sicuramente mwa7uYahweh. Tuttavia c'è del disaccordo. Alcuni testi della mwa7ytarda antichità (mwa7cV secolo) possono essere relazionati sia con "Yahweh" sia con "Jehovah".cite-ref-70[Nota 8] E c'è chi afferma che la pronuncia corretta sia "Jehovah".cite-ref-71[Nota 9]

I primi testi che contengono יְהֹוָה, con la fonetizzazione ottenuta dal testo masoretico, sono stati scritti nel mwa8e1270 ("Jehova"), stessa forma nel mwa8i1707cite-ref-72[63], mwa8c1546 ("Ieova")cite-ref-73[64], mwa8w1561 ("Iehova")cite-ref-74[65] mwa9e1721 ("Jehovah")cite-ref-75[66]. Studiosi cattolici hanno talvolta usato questo nome nei secoli passati (ma solo in versioni di studio, mai nella preghiera o nella liturgia o nel catechismo) come la fonetizzazione di un nome di Dio nella Bibbia anche se, sostenendo che è mwa9yfilologicamente errato, ne hanno progressivamente abbandonato l'uso, sostituendolo con Yahweh o preferendo non vocalizzare affatto il tetragramma, secondo l'antica tradizione ebraica.cite-ref-76[Nota 10]

"Jehovah" venne diffuso nel mondo anglofono da mwa9wWilliam Tyndale e altri traduttori inglesi mwa90protestanti,cite-ref-refa-77-0[Nota 11] e viene ancora usato nella mwa-i(EN) mwa-mmwa-qNew World Translation. Ma non è più usato nelle traduzioni inglesi mwa-umainstream, usando invece mwa-ySignore/Lord e indicando generalmente che il corrispondente ebraico è mwa-cmwa-gYahweh o mwa-kYHWH.cite-ref-78[Nota 12]cite-ref-nrsvpreface-79-0[67]

La mwa-mmwa-qJewish Encyclopedia (mwa-u1908) ritiene filologicamente errata la forma "Jehovah", come riportato alla rispettiva voce:

«Jehovah: Pronuncia scorretta introdotta da teologi cristiani, ma completamente rifiutata dagli ebrei, dell'ebraico יהוה, nome ineffabile di Dio (tetragramma o "Shem ha-Meforash". Questa pronuncia è grammaticalmente impossibile; è derivata dalla pronuncia delle vocali del "ḳere" (lettura marginale del testo masoretico: "Ado-nay"), con le consonanti di "ketib" (lettura testuale di "יהוה") - poiché la parola Ado_nai (Signore) veniva usata come sostituto di יהוה ogni volta che tale parola compariva, con una sola eccezione, in libri biblici o liturgici. Adonai presenta le vocali "shewa" (il composto sotto il gutturale א diventa semplice sotto י), "ḥolem," e "ḳameẓ," e ciò porta a "Jehovah").

[...]

Queste sostituzioni di Adonai ed Eloim al posto di יהוה furono introdotte per evitare la profanazione del Nome Ineffabile.

[...]

La lettura Jehovah è una invenzione relativamente recente. I primi commentatori cristiani riportano che il tetragramma veniva scritto, ma non pronunciato dagli ebrei. Generalmente si ritiene che il nome Jehovah sia stato un'invenzione del confessore di

papa Leone X

,

Pietro Colonna "il Galatino"

, "De Arcanis Catholicæ Veritatis," 1518, folio XLIII. che fu imitato nell'uso di questa forma ibrida da Fagius. Pare tuttavia che anche prima di Galatino questo nome sia stato in uso comune, e compare nel

Pugio Fidei

di

Raimondo Martí

, scritto nel

1270


(Jewish Encyclopedia, voce Jehovahcite-ref-80[68])

Yahweh (Jahvè)

L'mwbauesegeta ed ebraista mwbayWilhelm Gesenius (mwbac1786–mwbag1842) sosteneva che la punteggiatura ebraica יַהְוֶה, che viene traslitterata in molte lingue con "mwbakYahweh" (che si pronuncerebbe [Iahwe] – in Italiano Y = I come pronuncia), potrebbe rappresentare più accuratamente la pronuncia del tetragramma in contrasto con la punteggiatura ebraica biblica "יְהֹוָה", da cui deriva il nome inglese "Jehovah". La sua proposta di leggere YHWH con "יַהְוֶה" (si veda l'immagine a sinistra) era basata in gran parte su varie trascrizioni greche, come ιαβε, che risaliva ai primi secoli dell'mwbaoera volgare, ma anche su forme di mwbasnomi teoforici. Nel suo mwbawHebrew Dictionary, Gesenius supporta "Yahweh" (che verrebbe pronunciato [jahwe], con la lettera finale muta) a causa della pronuncia mwba4samaritana Ιαβε riportata da mwba8Teodoreto, e afferma che i prefissi teofori YHW [jeho] e YH [jo] possono essere spiegati come derivanti dalla forma "Yahweh".cite-ref-81[69] Oggigiorno molti studiosicite-ref-jouon-82-0[70] accettano la proposta di Gesenius che legge YHWH come mwbboיַהְוֶה. Tale proposta venne accettata come la migliore ortografia ebraica del tetragramma ricostruita da esegeti.cite-ref-jouon-82-1[70] La pronuncia Yahweh è inoltre riportata da mwbb8Clemente Alessandrino, che ne deriva la fonetizzazione dal verbo essere in mwbcaebraico, legato anche a un'interpretazione di mwbceEsodo 3cite-ref-83[71]. Alcuni biblisti tuttavia nutrono dubbi su questi precedenti.cite-ref-84[72]cite-ref-85[73] Franz Delitzsch (mwbc41877) invece preferisce "יַהֲוָה" (yahavah),cite-ref-86[74] mentre nel mwbdmDizionario della Bibbia del mwbdq1863, William Smith preferisce la forma "יַהֲוֶה" (yahaveh).cite-ref-87[75]

Nomi teoforici

Yeho o "Ymwbdsehō-" è la forma di prefisso per "YHWH" usata nei mwbdwnomi teoforici in mwbd0ebraico; anche il suffisso "Yahū" o "-Ymwbd4ehū" è altrettanto comune. Questo ha generato due opinioni:

1. In tempi passati (almeno da c. 1650 mwbeee.v.), la pronuncia del prefisso "Ymwbeiehō-" era a volte connessa con l'intera pronuncia "Yehova" derivata dal combinare i punti vocalici mwbemmasoretici per "Adonai" col tetragramma consonantico YHWH.
2. Recentemente, poiché "Yahweh" sembra essere una forma verbale mwbeuimperfettiva, "Yahu" è la forma breve del corrispondente mwbeypassato remoto o iussivo: si confronti mwbecyiŝtmwbegahawemwbekh (imperfettivo), mwbeoyiŝtáhû (forma breve di passato remoto o iussivo) = "rendere omaggio".cite-ref-88[76]

Coloro che sostengono l'argomento 1 di cui sopra, sono: George Wesley Buchanan su mwbfaBiblical Archaeology Review; mwbfeWilliam Smith nel suo mwbfiA Dictionary of the Bible (1863);cite-ref-89[77] la Sezione nr. 2:1 de mwbfcThe Analytical Hebrew & Chaldee Lexicon (1848)cite-ref-90[78] nel rispettivo articolo "הוה".

Il secondo argomento poggia su basi mwbf0grammaticali, poiché abbreviare con "Yahw" finirebbe per essere "Yahu" o simili, e forme del tipo Yo (יוֹ) contrazione di Yeho (יְהוֹ) e il suffisso "-yah",cite-ref-jewishencycloname-24-1[22] come anche "Yeho-" o "Yo"cite-ref-moore-91-0[79] possono sicuramente essere spiegate quali derivative di "Yahweh" piuttosto che "Yehovah".

Riscontri testuali

La più antica attestazione del nome divino come Dio degli israeliti è la stele del re moabita Mesha. Nel millennio precedente, tuttavia, il nome compare in papiri egiziani e iscrizioni, in cui sembra associato a toponimi nel'area del Sinai. Dato che proprio questa è l'area in cui il nome fu rivelato a Mosè e in cui Dio si rivelò al popolo ebraico durante l'Esodo, alcuni studiosi ipotizzano che il nome IHWH fosse quello della divinità suprema dei madianiti e dei keniti che abitavano il territorio fra il monte Sinai, il monte Seir e il Paran. Altri studiosi hanno cercato di trovare tracce del nome divino in antichi testi ugaritici ed eblaitici.

Iscrizioni antiche

L'iscrizione più antica del tetragramma risale all'anno mwbg8840 p.mwbhae.v., sulla mwbheStele di Mesha. Riporta il primo riferimento extrabiblico accertato del Dio israelita mwbhimwbhmYahweh.cite-ref-lemaire-92-0[80] Un'iscrizione del tetragramma in caratteri ebraici, risalente al VI secolo p.e.v., fu rinvenuta su due scrolli d'argento nel sito archeologico di Ketef Hinnom, nell'area della mwbhgCittà Vecchia di Gerusalemme.cite-ref-knight-2011-2-2[2]

Rotoli del Mar Morto

Nei mwbh8Manoscritti del Mar Morto e altri testi ebraici e aramaici, il tetragramma e alcuni altri mwbianomi di Dio nell'ebraismo (come mwbieEl o mwbiiElohim) venivano a volte scritti in alfabeto paleoebraico, dimostrando di essere considerati speciali. I membri della comunità del Qumran erano consapevoli dell'esistenza del tetragramma, ma ciò non equivaleva a concederne l'autorizzazione a pronunciarlo o usarlo altrimenti. Questo è dimostrato non solo dal trattamento speciale del tetragramma nel testo, ma dalla raccomandazione registrata nella "Regola di Associazione": "Chi si ricorderà del nome più glorioso, che è sopra tutti [...]".cite-ref-93[81]

I manoscritti ritrovati a Qumran attestano tre diverse modalità di scrivere il tetragramma, soprattutto in citazioni bibliche: in alcuni manoscritti è riportato in scrittura paleoebraica, in altri in mwbigscrittura quadrata, in altri ancora è rimpiazzato da quattro punti o trattini (mwbiktetrapuncta). Nel manoscritto nr. 4Q248 i quattro punti sono sostituiti da barre.

I copisti apparentemente usavano il mwbistetrapuncta per ammonire contro la pronuncia del nome di Dio.cite-ref-94[82] La maggioranza dei nomi divini, infatti, furono pronunciati fino al II secolo p.mwbjae.v.. Poi, man mano che si sviluppava la tradizione di non pronunciare i nomi, apparvero alternative del tetragramma, come Adonai, Kyrios e Theos.cite-ref-95[83]

Il mwbjy4Q120, frammento greco di mwbjcLevitico 26:2-16cite-ref-96[84] scoperto nei mwbjwManoscritti del Mar Morto (mwbj0Qumran) ha ιαω ("Iao"), la forma greca del trigramma aramaicocite-ref-97[85] YHW.cite-ref-98[86] Lo mwbkystorico mwbkcGiovanni Lido (mwbkgVI secolo) scrisse: "Il romano mwbkkVarrone [116–127 p.e.v.] nel definirlo [il dio ebraico] dice che sia chiamato Iao nei misteri Caldei" (mwbkoDe Mensibus IV 53). George Van Cooten asserisce che Iao è una delle "designazioni specificamente ebraiche di Dio" e "i papiri aramaici degli ebrei di mwbksElefantina mostrano che 'Iao' è un termine originale ebraico".cite-ref-99[87]cite-ref-100[Nota 13]

L'ultima vocale del nome Ιαω è lunga (omega); la vocale ι è breve e la α lunga, come dimostrano i versi citati in mwbluMacrobio, mwblymwblcSaturnalia.cite-ref-101[88]

Manoscritti contenenti il nome divino

La tabella qui sotto presenta tutti i manoscritti in cui il tetragramma è scritto in caratteri paleoebraicicite-ref-102[Nota 14] o in caratteri quadrati e tutti i manoscritti in cui i copisti hanno usato mwbmitetrapuncta.

| PALEOEBRAICO | QUADRATO | TETRAPUNCTA |
|---|---|---|
| 1Q11 (1QPs b ) 2–5 3 [ 89 ] | 2Q13 (2QJer) [ 90 ] | 1QS VIII 14 [ 91 ] |
| 1Q14 (1QpMic) 1–5 1, 2 [ 92 ] | 4Q27 (4QNum b ) [ 93 ] | 1QIsa a (Rotolo di Isaia ) XXXIII 7, XXXV 15 [ 94 ] |
| 1QpHab (Commentario di Abacuc ) VI 14; X 7, 14; XI 10 [ 95 ] | 4Q37 (4QDeut j ) [ 96 ] | 4Q53 (4QSam c ) 13 III 7, 7 [ 97 ] |
| 1Q15 (1QpZeph) 3, 4 [ 98 ] | 4Q78 (4QXII c ) [ 99 ] | 4Q175 (4QTest) 1, 19 |
| 2Q3 (2QEsodo b ) 2 2; 7 1; 8 3 (link: The Dead Sea Scrolls - B-284856 The Dead Sea Scrolls - B-278362 ) | 4Q96 (4QPs o [ 100 ] | 4Q176 (4QTanḥ) 1–2 i 6, 7, 9; 1–2 ii 3; 8–10 6, 8, 10 [ 101 ] |
| 3Q3 (3QLam) 1 2 [ 102 ] | 4Q158 (4QRP a ) [ 103 ] | 4Q196 (4QpapToba ar) 17 i 5; 18 15 [ 104 ] |
| 4Q20 (4QEsodo j ) 1–2 3 [ 105 ] | 4Q163 (4Qpap pIsa c ) I 19; II 6; 15–16 1; 21 9; III 3, 9; 25 7 [ 106 ] | 4Q248 (Storia dei re della Grecia) 5 [ 107 ] |
| 4Q26b (4QLev g ) linea 8 [ 108 ] | 4QpNah (4Q169) II 10 [ 109 ] | 4Q306 (4QUomini del Popolo Che Errano) 3 5 [ 110 ] |
| 4Q38a (4QDeut k2 ) 5 6 [ 111 ] | 4Q173 (4QpPs b ) 4 2 [ 112 ] | 4Q382 (4QparaRe et al. ) 9+11 5; 78 2 |
| 4Q57 (4QIsa c ) [ 113 ] | 4Q177 (4QCatena A) [ 114 ] | 4Q391 (4Qpap Pseudo-Ezechiele) 36, 52, 55, 58, 65 [ 115 ] |
| 4Q161 (4QpIsa a ) 8–10 13 [ 116 ] | 4Q215a (4QTempo della Giustizia) [ 117 ] | 4Q462 (4QNarrazione C) 7; 12 [ 118 ] |
| 4Q165 (4QpIsa e ) 6 4 [ 119 ] | 4Q222 (4QJub g ) [ 120 ] | 4Q524 (4QT b ) 6–13 4, 5 [ 121 ] |
| 4Q171 (4QpPs a ) II 4, 12, 24; III 14, 15; IV 7, 10, 19 [ 122 ] | 4Q225 (4QPsJub a ) [ 123 ] | XḤev/SeEschat Hymn (XḤev/Se 6) 2 7 |
| 11Q2 (11QLev b ) 2 2, 6, 7 [ 124 ] | 4Q365 (4QRP c ) [ 125 ] | |
| 11Q5 (11QPs a ) [ 126 ] [ 127 ] | 4Q377 (4QPentateuco Apocrifo B) 2 ii 3, 5 [ 128 ] | |
| | 4Q382 (4Qpap paraRe) [ 129 ] | |
| | 11Q6 (11QPs b ) [ 130 ] | |
| | 11Q7 (11QPs c ) [ 131 ] | |
| | 11Q19 (Rotolo del Tempio) (11QT a ) | |
| | 11Q20 (11QT b ) [ 132 ] | |
| | 11Q11 (11QapocrPs) [ 133 ] | |

Datazione di alcuni manoscritti che riportano il tetragramma in modalità diverse

La data della composizione è una stima secondo Peter Muchowski, come riportato in mwbfu"Commentaries to the Manuscripts of the Dead Sea" di Emmanuel Tov in mwbfy"Scribal Practices and Approaches, Reflected in the Texts Found in the Judean Desert", Leiden, Brill 2004. In questi manoscritti l'uso dei mwbfctetrapuncta sembra precedere l'uso esplicito del tetragramma.

I numeri sulla linea orizzontale indicano l'anno approssimativo in cui furono prodotti i manoscritti.

Papiri magici

L'ortografia del tetragramma appare tra le molte combinazioni e permutazioni di nomi di potenti agenti che si riscontrano nei mwbggpapiri mwbgkmagici ebraicicite-ref-148[Nota 15] ritrovati in Egitto.cite-ref-149[134] Una di queste forme è l'eptagramma ιαωουηε, che raccoglie tutte le vocali dell'alfabeto greco.cite-ref-150[135] Nei papiri magici ebraici, mwbhyIave e mwbhcIαβα mwbhgYaba appaiono frequentemente.cite-ref-moore-91-1[79]

Si riscontra mwbh4Yawe nella lista cristiana etiope dei nomi magici di mwbh8Gesù, che si suppone fossero stati da lui insegnati ai discepoli.cite-ref-moore-91-2[79]

Testi classici della Bibbia ebraica

Nella mwbiwBibbia ebraica (=mwbi0mwbi4Tanakh), il tetragramma appare 6mwbi8 828 volte,cite-ref-knight-2011-2-3[2] come si può rilevare dalla mwbjqBiblia Hebraica (BHK) e mwbjumwbjyBiblia Hebraica Stuttgartensia (BHS).cite-ref-insight-151-0[136] Inoltre, ai margini riporta note (mwbjsMasorahcite-ref-152[Nota 16]) a indicare che in 134 punti i mwbkamwbkesoferim (scribi) ebrei alterarono il testo originale ebraico da YHWH a mwbkiAdonaicite-ref-153[137]cite-ref-154[Nota 17]cite-ref-155[138]cite-ref-156[139] e in 8 posti a mwblmmwblqElohim,cite-ref-157[140] che aggiungerebbe 142 riscontri al succitato numero iniziale.cite-ref-158[Nota 18] La presenza del nome divino in mwbl0Zaccaria 9:4cite-ref-159[141] nel frammento mwbmi8HevXII b (LXXVTS10b) conferma queste alterazioni.cite-ref-160[142] Secondo il mwbmcLexicon Brown-Driver-Briggs, יְהֹוָה (Qr אֲדֹנָי) appare 6mwbmg 518 volte, e יֱהֹוִה (Qr אֱלֹהִים) appare 305 volte nel Testo Masoretico.

La forma breve mwbmoJah appare 50 volte:cite-ref-161[143] 43 volte nei mwbm8mwbnaSalmi, una volta in mwbneEsodo 15:2;17:16cite-ref-162[144]; mwbnyIsaia 12:2;26:4cite-ref-163[145], e due volte in mwbnsIsaia 38:11cite-ref-164[146]. Nel mwboaCantico dei cantici mwboe8:6cite-ref-165[147] compare nell'espressione mwboyšalehebeteja, "la fiamma di Jah".cite-ref-166[Nota 19] Questa forma abbreviata mwbosmwbowJah compare anche nel Nuovo Testamento nella parola greca Ἀλληλουϊά (mwbo0mwbo4hallelujah) in mwbo8Apocalisse 19:1–6cite-ref-167[148].

Il nome di Dio si trova nella Bibbia anche come componente di mwbpunomi teoforici ebraici. Alcuni potrebbero aver avuto la forma prefissa: "jô-" oppure "jehô-" (29 nomi), e altri i suffissi: "jāhû" o "jāh" (127 nomi). Un nome è la forma di jehô come seconda sillaba (mwbpyElioenaj, ebr. mwbpcʼelj(eh)oʻenajcite-ref-168[149]). Studi mwbpwonomastici indicano che i nomi teoforici contenenti il tetragramma erano molto popolari durante la monarchia (VIII e VII secolo p.mwbp0e.v.).cite-ref-169[Nota 20] I nomi popolari col prefisso mwbqijô-/mwbqmjehô- diminuirono, mentre il suffisso mwbqqjāhû-/mwbqujāh- aumentò.cite-ref-170[150]

Il nome divino compare per la prima volta nel testo mwbqsebraico in mwbqwGenesi 2:4cite-ref-171[151]cite-ref-insight-151-1[136]cite-ref-172[152] e compare più o meno frequentemente in tutti gli altri libri della mwbrkTanach, tranne mwbroEcclesiaste, il mwbrsLibro di Ester e il mwbrwCantico dei cantici.cite-ref-knight-2011-2-4[2]

Nel mwbsiLibro di Ester il tetragramma non appare, ma è presente in quattro punti diversi come mwbsmacrostico nel testo ebraico: le lettere iniziali di quattro parole in successione includono YHWH. Queste lettere vennero distinte in almeno tre antichi manoscritti ebraici in rosso.cite-ref-173[153]cite-ref-174[Nota 21] Un altro acrostico che contiene il tetragramma compone le prime quattro lettere di mwbswSalmi 96:11cite-ref-175[154].cite-ref-176[155]

Qui sotto un grafico del numero di casi in cui il tetragramma appare nei vari libri del mwbtyTesto Masoretico.cite-ref-177[156]

Codex Leningradensis

Sei grafie del tetragramma in ebraico sono presenti nel mwbt4Codex Leningradensis del mwbt81008–mwbua1010, come viene mostrato più sotto. I dati nella colonna "Trascrizione primaria" non intendono indicare come dovesse essere pronunciato il Nome dai Masoreti, ma come la parola dovesse essere pronunciata se letta senza mwbueq`re perpetuum (cfr. nota 31).

| Capitolo & versetto | Grafia ( HE ) | Trascrizione primaria | Rif. | Spiegazione |
|---|---|---|---|---|
| Genesi 2:4 [ 157 ] | in ebraico יְהוָה ‎ ? | Yǝhwāh | [ 158 ] | Questo è il primo caso in cui appare il tetragramma nella Bibbia ebraica e mostra la serie di vocali più comuni usata nel Testo Masoretico. È la stessa forma usata in Genesi 3:14 più sotto, ma senza il punto sopra la holam/waw, perché sarebbe un po' ridondante. |
| Genesi 3:14 [ 159 ] | in ebraico יְהֹוָה ‎ ? | Yǝhōwāh | [ 160 ] | Questa è una serie di vocali raramente usata nel Testo Masoretico: sono essenzialmente le vocali di Adonai (con la hataf patah che ritorna al suo stato naturale di sh'wa). [ 60 ] |
| Giudici 16:28 [ 161 ] | in ebraico יֱהֹוִה ‎ ? | Yĕhōwih | [ 162 ] | Quando il tetragramma viene preceduto da Adonai, riceve invece le vocali dal nome Elohim. La hataf segol non ritorna a essere una sh'wa perché farlo potrebbe creare confusione con le vocali di Adonai. |
| Genesi 15:2 [ 163 ] | in ebraico יֱהוִה ‎ ? | Yĕhwih | [ 164 ] | Come sopra, questo usa le vocali di Elohim, ma come per la seconda versione, viene omesso il punto sopra alla holam/waw poiché ridondante. |
| 1 Re 2:26 [ 165 ] | in ebraico יְהֹוִה ‎ ? | Yǝhōwih | [ 166 ] | Qui è presente il punto sopra la holam/waw, ma la hataf segol ritorna a essere sh'wa. |
| Ezechiele 24:24 [ 167 ] | in ebraico יְהוִה ‎ ? | Yǝhwih | [ 168 ] | Qui viene omesso il punto sopra alla holam/waw e la hataf segol ritorna a essere una sh'wa. |

mwb3gĕ è mwb3khataf segol;cite-ref-190[Nota 22] mwb34ǝ è la forma pronunciata della sh'wa semplice.cite-ref-shva-67-2[60]

Il punto diacritico mwb4qo sopra la lettera waw viene spesso omesso perché non ha un ruolo utile nel distinguere tra le due supposte pronunce di Adonai ed Elohim (nomi che hanno entrambi una vocale mwb4uo nella stessa posizione).

Septuaginta e altre traduzioni greche

In tutte le edizioni della mwb4wSeptuaginta, l'antica traduzione mwb40greca dell'mwb44Antico Testamento, anche se non in tutti i manoscritti (parziali) che esistono, appare costantemente Κύριος (mwb48mwb5aKyrios), che significa "mwb5eSignore", o raramente Θεός (mwb5iTheos), che significa "Dio", dove nel testo ebraico si trova il tetragramma יהוה. Esse così riportano il testo dei più antichi manoscritti completi della Septuaginta.cite-ref-knight-2011-2-5[2] cite-ref-191[169]cite-ref-192[170]cite-ref-193[171]

La parola greca Κύριος, il cui uso per tradurre il tetragramma corrisponde all'uso del termine אדני (mwb6qAdonay) al posto del tetragramma nella lettura in ebraico ad alta voce, veniva impiegata come nome divino anche in libri scritti originalmente in greco negli ultimi secoli a.C., come per esempio il mwb6uSecondo libro dei Maccabei (poco dopo il 124 a.C.),cite-ref-194[172] il mwb6oLibro della Sapienza (redatto nel primo secolo a.C.)cite-ref-195[173] e mwb683 Maccabei (verso la fine del I secolo a.C.).

Manoscritti con tetragramma o traslitterazione

Sono stati trovati frammenti di manoscritti di parti della Septuaginta che contengono, invece di Κύριος, il tetragramma in ebraico o la sua traslitterazione greca Ἰαώ. Di questi, i primi sono del I secolo a.C., periodo al quale non appartiene alcun manoscritto finora scoperto della Septuaginta con Κύριος.

Nel rotolo del Mar Morto mwb7m4Q120, del I secolo a.C., al posto di Κύριος appare il nome ΙΑΩ in lettere greche.

Altri contengono in mezzo al testo greco il tetragramma scritto in ebraico.

Di questi il primo è il mwb7yPapiro Fouad 266 del I secolo a.C. con il nome divino in caratteri ebraici normali ("quadrati") per 52 volte.cite-ref-196[174]cite-ref-197[175]

Del I secolo d.C. sono altri due, mwb8aPapiro Ossirinco 3522 e mwb8ePapiro Ossirinco 5101, che contengono il tetragramma biblico scritto in caratteri normali ebraici (יהוה).

Il nome è scritto con caratteri paleo-ebraici (𐤉𐤅𐤄𐤅) nel manoscritto mwb8mLXX (IEJ 12) della fine del I secolo d.C., manoscritto chiamato pure mwb8qLXX (VTS 10a) e mwb8uLXX (VTS 10b).

È della seconda metà del III secolo il mwb8cLXX (P. Oxy VII.1007), nel quale il nome di Dio è reso con una doppia mwb8gjodh arcaica (𐤉𐤉) ma nel quale si trova pure il mwb8kmwb8onomen sacrum mwb8sθς (abbreviazione di Θεός).

Il mwb80Sym (P. Vindob. G. 39777), datato fra il III e IV secolo d.C., contiene il tetragramma in caratteri ebraici arcaici.

Non della Septuaginta ma della versione di mwb88Aquila di Sinope, che forse già dall'inizio dava il nome di Dio in caratteri paleo-ebraici, sono i manoscritti mwb9aAq (Burkitt) e mwb9eAq (Taylor), datati fra la seconda metà del V secolo e l'inizio del VI d.C.

Gli ultimi sono il mwb9mCodex Marchalianus (VI secolo, tetragramma in caratteri ebraici quadrati), mwb9qTaylor-Schechter 12.182 (VII secolo, tetragramma rappresentato dai caratteri greci ΠΙΠΙ), mwb9uAmbrosiano (O 39 sup.) (fine del IX secolo, tetragramma in caratteri ebraici quadrati). Quest'ultimo ha cinque colonne: la prima contiene la traslitterazione del testo ebraico in greco, la seconda ha il testo greco di Aquila, la terza quella greca di Simmaco, la quarta la Septuaginta, e la quinta la versione greca denominata Quinta.

Uno dei piccoli frammenti del mwb9cPapiro Rylands 458, di circa 150 a.C. e perciò forse il più antico manoscritto esistente della Septuaginta, contiene uno spazio in bianco, che a metà del XX secolo gli studiosi mwb9gPaul Kahle, mwb9kSidney Jellicoe e Wurthwein e Fischer interpretavano come forse riservato per l'inserimento o del tetragramma o della parola κύριος,cite-ref-textot-198-0[176]cite-ref-199[177]cite-ref-kahle-200-0[178] ma secondo mwb-yLarry Hurtado il relativo versetto difatti non contiene il nome divino.cite-ref-201[179]

mwb-wOrigene (185–254) nel mwb-0Commentario ai Salmi 2.2 e mwb-4Girolamo (347–419/420) nel mwb-8Prologus Galeatus attestano che ai loro tempi i più esatti manoscritti dell'Antico Testamento in greco contenevano il tetragramma in lettere ebraiche arcaiche. mwb-aBaudissin dice che per "più esatti" si intendeva i manoscritti della traduzione estremamente letterale di mwb-eAquila di Sinope o di quella di mwb-iSimmaco l'Ebionita.cite-ref-patmos-202-0[180]cite-ref-203[181] Concorda Pentiuc nel riferire le testimonianze di Origene e di Girolamo alla versione di Aquila.cite-ref-pentiuc-204-0[182]

Altri manoscritti

Un elenco completo degli esistenti manoscritti scritturistici greci relativi alla questione del nome divino si trova nell'Appendice 5 dello studio di Emanuel Tov mwcaeScribal Practices and Approaches Reflected in the Texts Found in the Judean Desertcite-ref-205[183]

Del I secolo a.C. esso indica 1 manoscritto con יהוה, due con 𐤉𐤅𐤄𐤅, e 1 con ΙΑΩ. Del I secolo d.C. 1 con 𐤉𐤅𐤄𐤅. Del periodo a cavallo del I e del II secolo d.C. 1 con Θεός. Del II secolo d.C., 2 con mwcacKC. Del ΙΙ–ΙΙΙ secolo, 4 con mwcagKC, 1 con Κύριος. Del III secolo 17 con mwcakKC, 1 con 𐤉𐤉 e Θεός, 3 con mwcaoΘΣ. Del ΙIΙ–ΙV secolo 7 con mwcasKC, 1 con mwcawΘΣ, 1 con 𐤉𐤅𐤄𐤅 e Θεός. Nel IV secolo e in poi la preponderanza dei manoscritti ora conosciuti nei quali manca qualsiasi forma del tetragramma è ancora maggiore. Predomina in essi l'uso della parola Κύριος (mwca0Kyrios), generalmente nella forma mwca4mwca8nomina sacra di mwcbaκς, per rappresentare il nome divino.cite-ref-206[184]

Come si vede, finora non è stato rinvenuto della Septuaginta alcun manoscritto anteriore al II secolo che impieghi Κύριος per rappresentare il tetragramma del testo ebraico dell'Antico Testamento. Eugen J. Pentiuc considera l'uso di Κύριος come rappresentazione del tetragramma "un segno distintivo dei manoscritti cristiani della Septuaginta".cite-ref-pentiuc-204-1[182] E studiosi come Paul E. Kahlecite-ref-kahle-200-1[178] argomentano che la presenza del termine greco si deve ai primi cristiani, per i quali il tetragramma era incomprensibile. Si riconosce che vari scritti giudei degli ultimi secoli a.C. mostrano che già allora i giudei davano del Κύριος a Dio,cite-ref-207[185] fatto però che non riguarda direttamente l'uso di Κύριος nella Septuaginta in corrispondenza con il tetragramma. D'altra parte, studiosi come Sean M. McDonoughcite-ref-patmos-202-1[180] considerano implausibile la supposizione che la composizione del Nuovo Testamento abbia preceduto l'uso di Κύριος nella Septuaginta, e Wurthwein e Fischer dichiarano: "Il tipico uso nella Septuaginta di Κύριος per il tetragramma deve essere riportato anche nell'epoca precristiana".cite-ref-textot-198-1[176] Anche Martin Hengel afferma che, nonostante l'esistenza di una tendenza giudaica di rimpiazzare Κύριος con il tetragramma del testo ebraico, la Septuaginta in uso normale al tempo dell'inizio del cristianesimo conteneva il nome Κύριος, perché altrimenti non si può spiegare l'uso del nome Κύριος per il Dio di Israele da parte del giudaismo ellenistico, dei libri detti "apocrifi" o "deuterocanonici", e di mwccoFilone di Alessandria.cite-ref-208[186]

Forma originale LXX?

Sono diversi i pareri su come i traduttori originali della Septuaginta resero il tetragramma del testo ebraico dell'Antico Testamento.

Secondo Martin Rösel, Albert Pietersma, Lincoln H. Blumell, Larry Perkins, Ernst Wurthwein e Alexander Achilles Fischer, i testi originali della Septuaginta resero il Tetragramma già con Κύριος, vocabolo sostituito poi in alcuni manoscritti ebraizzanti con YHWH o ΙΑΩ.cite-ref-textot-198-2[176]cite-ref-209[187]cite-ref-210[188]cite-ref-211[189] Mª Vª Spottorno y Díaz Caro non si pronuncia sul testo originale ma appoggia l'opinione che già nel III secolo a.C. i giudei ellenofoni usavano κύριος nel parlare di colui che in ebraico era chiamato יהוה e in aramaico יהו.cite-ref-212[190]

mwcecPatrick W. Skehan propose nel 1957 che nei testi originali della versione Septuaginta dei libri del mwcegPentateuco il Tetragramma era rappresentato con il vocabolo ΙΑΩ, sostituito più tardi con il tetragramma in caratteri ebraici prima normali (יהוה) e poi arcaici (𐤉𐤅𐤄𐤅), e successivamente con Κύριος.cite-ref-213[191]cite-ref-214[192]cite-ref-215[193] Giunse ad una conclusione contraria nei riguardi dei libri profetici della Septuaginta. dichiarando nel 1980 che in essi il testo originale sembra avere contenuto il vocabolo Κύριος.cite-ref-216[194] Si attribuiscono simili teorie a mwcfkMartin Hengel, mwcfoEmanuel Tov, Eugene Ulrich, mwcfsRolf Furuli e Pavlos Vasileiadis\.

Il parere invece di Frank Shaw è che nella Septuaginta originale non ci fu alcuna forma mwcf8unica di traduzione del tetragramma ebraico: i singoli traduttori lo trattarono diversamente secondo le diversità di sentimenti, di teologie, di motivi, di pratiche di ognuno.cite-ref-217[Nota 23]

Nuovo Testamento

Nel mwcgyNuovo Testamento appaiono come nomi propri di Dio solo Θεός (Dio) e Κύριος (il Signore).cite-ref-blue-218-0[195] Il termine θεός appare 1317cite-ref-baker-219-0[196] o 1327cite-ref-220[197] volte, non sempre come nome di Dio; κύριος 717cite-ref-baker-219-1[196] ο 727cite-ref-221[198] volte, anche questo non sempre in riferimento a Dio. Inoltre si incontrano nomi descrittivi quali ὕψιστος (altissimo), παντοκράτωρ (onnipotente), πατήρ (padre), βασιλεὺς τῶν αἰώνων (re dei secoli), βασιλεὺς τῶν βασιλευόντων καὶ κύριος τῶν κυριευόντων (re dei regnanti e signore dei signori), δυνάστης (sovrano).cite-ref-baker-219-2[196]

Al nome divino יהוה sottostanno etimologicamente i nomi teoforici di alcuni personaggi menzionati come mwciaZaccaria ed mwcieElia e lo stesso mwciiGesù, come anche al nome divino אל sottostanno i nomi teoforici di personaggi come mwcimElisabetta, mwciqGabriele. mwciuMichele e mwciyNatanaele. Inoltre, l'espressione ἀλληλουϊά (mwcicmwcigalleluia), che si trova più volte nell'mwcikApocalisse 19:1–6cite-ref-222[199], è una traslitterazione dell'espressione ebraica הַלְּלוּיָהּ, che si traduce letteralmente: Lodate (הַלְּלוּ) mwci4Yah (יָהּ), forma abbreviata di יהוה. Ma il tetragramma stesso non appare mai, nemmeno in forma traslitterata, nel testo degli esistenti manoscritti del Nuovo Testamento, che nelle sue citazioni veterotestamentarie, sempre rende il tetragramma ebraico o con Κύριος (mwci8mwcjaKyrios) o (raramente) con Θεός (mwcjeTheos).

Ipotesi di Howard

Nel mwcjq1977, l'ebraista statunitense mwcjuGeorge Howard ipotizzò che, nel citare l'Antico Testamento, i testi autografi originali e le copie iniziali di quelle opere che più tardi sono state raccolte per formare il Nuovo Testamento contenevano il tetragramma in lettere ebraiche o traslitterato foneticamente come Ἰαώ (mwcjyIao). Ipotizzò pure che già nel primo secolo i copisti iniziarono a sostituire il tetragramma con i nomi Κύριος e Θεός, per cui nei primi anni del II secolo quasi tutte le copie esistenti non lo contenevano più.cite-ref-223[200]

Come base di questa sua ipotesi, Howard affermò che gli autori del Nuovo Testamento probabilmente avrebbero copiato le citazioni veterotestamentarie nella stessa forma in cui le trovavano nel testo della mwcjwSeptuaginta, la versione in lingua greca da essi conosciuta dell'Antico Testamento, versione che a parere di Howard conteneva non Κύριος ma il tetragramma.

Infatti, come indicato sopra, di manoscritti della Septuaginta dell'ultimo secolo a.C e del primo d.C. sono stati rinvenuti frammenti di uno con יהוה, di tre con 𐤉𐤅𐤄𐤅, e di uno con ΙΑΩ, ma di nessuno con Κύριος, che invece si trova in abbondanti manoscritti anche interi di epoche più recenti. Di antichi manoscritti del Nuovo Testamento, interi o frammentari, succede al contrario che non ne è stato trovato alcuno con qualsiasi forma del tetragramma.

Howard inoltre attribuì le variazioni fra Κύριος e Θεός, che si incontrano a volte nel testo greco del Nuovo Testamento e nelle versioni antiche in altre lingue (latino, siriaco), alle scelte personali di quei singoli copisti che secondo lui rimpiazzavano il tetragramma (𐤉𐤅𐤄𐤅 ,יהוה, ΙΑΩ) con tali termini.

Commentò inoltre che la sostituzione del tetragramma con Κύριος avrebbe reso incerta l'interpretazione di alcuni passi del Nuovo Testamento nei quali non è facile decidere se la parola κύριος indichi Dio Padre o il Cristo (il termine è applicabile anche ad altri) e starebbe alla radice di certe successive controversie cristologiche (p.mwcka 83).

Howard propose la sua ipotesi non come certezza ma come qualcosa che "è ragionevole credere", che "si può immaginare".cite-ref-howardp77-224-0[201]

Reazioni all'ipotesi di Howard

Fra gli studiosi la tesi di Howard suscitò reazioni generalmente negative.cite-ref-225[202] Robert J. Wilkinson osserva però che alcune posizioni settarie l'accolsero con un entusiasmo atto forse a far chiudere gli occhi al chiaro fatto che il tetragramma non si trova in mwckwalcuno degli esistenti manoscritti del Nuovo Testamento; atteggiamento da lui illustrato con l'affermazione nella mwck0mwck4Kingdom Interlinear Translation of the Christian Greek Scriptures dei mwck8Testimoni di Geova che "il tetragramma (Geova)" si trova 237 volte in "versioni ebraiche" del Nuovo Testamento, versioni però solo moderne con l'unica eccezione di una traduzione del Vangelo secondo Matteo fatta in Spagna nel XIII secolo, e nella quale invece del tetragramma appare in forma abbreviata l'espressione "Il Nome".cite-ref-226[203]

Come indicato mwclusopra, gli studiosi non sono affatto unanimi nel supporre, come Howard, che tutte le copie della Septuaginta esistenti agli inizi del cristianesimo usavano o יהוה o 𐤉𐤅𐤄𐤅 o ΙΑΩ, per riferirsi al Dio di Israele, e che nessuna usava Κύριος.

Howard assegna un lasso di tempo molto breve all'uso del tetragramma negli scritti dei cristiani ellenofoni: secondo lui, il moltiplicarsi, a partire già del I secolo, di copie sia dell'Antico sia del Nuovo Testamento con Κύριος nella forma mwclcκς deve avere soffocato, intorno all'inizio del II secolo, quelli che secondo lui avevano diverse forme del tetragramma.cite-ref-howardp77-224-1[201]

Tetragramma nelle traduzioni del Nuovo Testamento

Generalmente, le versioni del Nuovo Testamento in altre lingue traducono letteralmente la parola Κύριος. Fanno eccezione le traduzioni in ebraico. Come il Nuovo Testamento usa Κύριος nelle sue citazioni per rappresentare il tetragramma del testo ebraico, così per rappresentare la parola mwcl4Κύριος del Nuovo Testamento i traduttori in ebraico impiegano il tetragramma. Normalmente lo presentano come יהוה, ma in una versione del mwcl8Vangelo secondo Matteo fatta al più tardi nel 1380, l'espressione השם ("il Nome") appare 19 volte, nell'abbreviata forma ה״, dove in tale Vangelo in greco si legge o Κύριος o Θεός (1:22,24; 2:13,19; 3:3; 4:4,7,10; 5:33; 21:9,42; 22:31,32,37,44; 28:2) oppure nessuno di questi due termini (15:8; 21:12; 27:9) e appare inoltre una volta nella forma completa השם, dove nel Vangelo canonico di nuovo non si trova nessuno dei due (28:9).cite-ref-227[204]cite-ref-228[205]cite-ref-229[206]

Scritti patristici

Secondo la mwcnsmwcnwCatholic Encyclopedia (mwcn01910) e B.D. Eerdmans:cite-ref-230[207]cite-ref-maas-231-0[208]

• mwcogDiodoro Siculo (I secolo p.mwcoke.v.) scrivecite-ref-232[209] mwco4Ἰαώ (Iao);
• mwcpaIreneo (130-202) riportacite-ref-233[210] che gli gnostici formarono una composizione di mwcpuΙαωθ (Iaoth) con l'ultima sillaba di mwcpySabaoth. Asserisce inoltrecite-ref-234[211] che gli mwcpseretici valentiniani usano mwcpwἸαώ (Iao);
• mwcp4Clemente Alessandrino (150-215)cite-ref-235[212] scrive mwcqmἸαού (Iaou)—vedi anche più sotto;
• mwcquOrigene (185-254), mwcqyἸαώ (Iao);cite-ref-236[Nota 24]
• mwcqwPorfirio (233-305) secondo mwcq0Eusebio (265-339),cite-ref-237[213] mwcriἸευώ (Ieuo);
• mwcrqEpifanio (315-404), che era nato in mwcruPalestina e ci aveva passato molto tempo, dà mwcryἸά (Ia) e mwcrcἸάβε (Iabe) e spiega Ἰάβε col significato "Egli che fu ed è e sempre esisterà"cite-ref-238[214]
• (Pseudo-)mwcr0Girolamo (IV/V secolo),cite-ref-239[Nota 25] mwcsi(il tetragramma) può essere letto Iaho;
• mwcsqTeodoreto di Cirro (393-457) scrive mwcsuἸαώ (Iao);cite-ref-240[Nota 26] riporta inoltrecite-ref-241[215] che i mwcs4Samaritani dicono mwcs8Ἰαβέ o mwctaἸαβαί (entrambi pronunciati in quel tempo /ja'vε/), mentre gli mwcteebrei dicono mwctiἈϊά (Aia).cite-ref-moore-91-3[79] (quest'ultimo probabilmente non è mwctcin ebraico יהוה‎mwctg? ma אהיה mwctkEhyeh = "Io sono " o "Io sarò", mwctoEsodo 3:14cite-ref-242[216] che gli ebrei annoveravano tra i nomi di Dio.)
• mwcuaGiacobbe di Edessa (640-708),cite-ref-243[217] mwcuuJehjeh;
• mwcucGirolamo (347-420)cite-ref-244[218] parla di certi scribi greci che travisavano le lettere ebraiche יהוה (da leggersi da destra a sinistra) come fossero le lettere greche mwcuwΠΙΠΙ (lette da sinistra a destra), cambiando quindi YHWH in mwcu0pipi.

Peshitta

La mwcvgPeshitta (una delle mwcvkversioni siriache della Bibbia), probabilmente del mwcvoII secolo,cite-ref-245[Nota 27] per il tetragramma usa la parola "Signore" (mwcv8ܡܳܪܝܳܐ, pronounciato mwcwamoryo).cite-ref-bloch-246-0[219]

Vulgata

La mwcwomwcwsVulgata (traduzione mwcwwlatina) fatta dall'ebraico nel mwcw0IV secolo,cite-ref-247[220] usa la parola "Signore" (mwcxidominus) al posto del tetragramma.cite-ref-bloch-246-1[219] La traduzione mwcxcVulgata, quindi, sebbene fatta non dalla mwcxgSeptuaginta ma dal testo ebraico, non dipartì dalla pratica applicata nei manoscritti Septuaginta successivi al I secolo di evitare la scrittura del tetragramma.

Pertanto, in gran parte della loro storia, le traduzioni cristiane delle Scritture hanno usato gli equivalenti greci e latini di mwcxoAdonai per rappresentare il tetragramma. Solo agli inizi del mwcxsXVI secolo compaiono traduzioni cristiane della Bibbia con la mwcxwtraslitterazione del tetragramma.cite-ref-refa-77-1[Nota 11]cite-ref-248[221]

Uso nelle tradizioni religiose

Ebraismo

Specialmente grazie alla mwcaiStele di Mesha, alla mwcamtradizione jahvista riscontrata in mwcaqEsodo 3:15cite-ref-249[222], e ai testi ebraici e greci antichi, la maggioranza dei biblisti sostengono che il tetragramma e gli altri nomi di Dio fossero usati dagli antichi mwcakIsraeliti e dai loro vicini.cite-ref-jewishencycloname-24-2[22]cite-ref-troyer-250-0[223]cite-ref-miller2000-251-0[224]

Dopo la distruzione del mwcbcTempio di Salomone, l'uso parlato del nome di Dio come stava scritto cessò tra la gente, sebbene la conoscenza della pronuncia venisse perpetuata nelle mwcbgscuole rabbiniche.cite-ref-moore-91-4[79] mwcb0Filone di Alessandria lo chiama "ineffabile", e dice che è permesso solo a coloro le cui orecchie e lingue sono purificate dalla saggezza di pronunciarlo in un luogo santo (cioè, ai sacerdoti nel Tempio). In un altro passo, commentando mwcb4Levitico 24:15-16cite-ref-252[225]: "Se qualcuno, non dico che mwccmbestemmi contro il Signore degli uomini, ma che soltanto osi pronunciare il Suo nome inopportunamente, che si aspetti la pena di morte."cite-ref-moore-91-5[79]

Fonti rabbiniche asseriscono che il nome di Dio fosse pronunciato solo una volta all'anno, dal mwcckSommo Sacerdote, nel mwccoGiorno dell'Espiazione.cite-ref-253[Nota 28] Altri, incluso mwcc8Maimonide,cite-ref-254[226] affermano che il nome fosse pronunciato quotidianamente nella mwcdqliturgia ebraica del Tempio, durante la mwcdubenedizione sacerdotale dei fedeli (mwcdyNumeri 6:27cite-ref-255[227]), dopo il sacrificio del giorno; nella sinagoghe tuttavia veniva usato un nome sostitutivo (probabilmente "Adonai").cite-ref-moore-91-6[79] Secondo il mwcd8Talmud, nelle ultime generazioni prima della mwceadistruzione del Tempio e la caduta di mwceeGerusalemme il nome era pronunciato a bassa voce cosicché il relativo suono veniva disperso nell'inno cantato dai sacerdoti.cite-ref-moore-91-7[79] La tradizione ebraica vuole che ciò avvenisse all'Interno del mwceyKodesh HaKodashim, il mwcecSancta sanctorum del mwcegTempio di Gerusalemme: il Sommo Sacerdote dimenticava la pronuncia del tetragramma immediatamente dopo averla "effettuata". Il secondo e ultimo momento in cui il Sommo Sacerdote poteva pronunciare il tetragramma avveniva per due volte con la mwcekBenedizione sacerdotale sul popolo d'Israele:

«

Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Parla ad

Aronne

ed ai suoi figli e di' loro così: "In questo modo benedirete i figli di Israel, dicendo loro: Ti benedica il Signore (יהוה) e ti custodisca. Faccia il Signore risplendere il Suo Volto su di te e ti conceda grazia. Rivolga il Signore il Suo Volto verso di te e ti dia pace". Essi porranno il Mio Nome (יהוה) sui figli di Israele ed Io li benedirò»

»

(

Numeri

6:22-27

)

Secondo l'mwcfaEbraismo, qualsiasi materiale con su scritto o inciso il tetragramma, tanto più se scritto da uno mwcfescriba in stato di purità su fogli di pergamena, non può essere gettato via e deve essere custodito in un contenitore apposito chiamato mwcfiGhenizah oppure sotterrato in un terreno riservato specificatamente a questo scopo. Oggigiorno gli ebrei sono soliti inoltre non pronunciarlo ad alta voce in nessuna occasione e per nessuna ragione. Per discutere l'argomento della vocalizzazione del nome, solo per motivi scientifici, e mai in conversazioni futili o in preghiera, si preferisce scrivere le vocali a cui ci si riferisce e lasciare alla mente dell'ascoltatore la ricostruzione del nome vocalizzato. Come già si è detto, invece di pronunciare il tetragramma durante le preghiere, gli ebrei dicono "Adonai".cite-ref-257[Nota 29]

È probabile che la proibizione della pronuncia del tetragramma risalga all'epoca di mwcfgEsdra e mwcfkNeemia, ossia al ritorno dall'mwcfoesilio babilonese, quando fu riaperto il mwcfsTempio di Gerusalemme e furono fissati molti dei canoni della mwcfwliturgia. Alcuni spostano l'effettivo disuso della pronuncia del tetragramma a un periodo successivo, dal III secolo p.mwcf0e.v. fino al mwcf4III secolo mwcf8e.v.. Qualunque sia la data di disuso, nel mondo ebraico la proibizione della sua pronuncia è certa ed è stata costante fino a oggi, tuttavia alcuni mistici erano soliti contemplare, con l'uso di cori o più spesso in completo isolamento, le singole lettere che lo compongono.cite-ref-258[229]. A ogni modo, a partire dalla distruzione del mwcgqSecondo Tempio nel mwcgu70, il tetragramma non è più pronunciato nella liturgia ebraica. La pronuncia comunque era ancora conosciuta a mwcgyBabilonia, nella seconda metà del mwcgcIV secolo.cite-ref-moore-91-8[79]

Proibizioni verbali

La veemenza con cui viene denunciata nella mwcg4mwcg8Mishnah la pronuncia del nome fa supporre che l'uso di "Yahweh" fosse inammissibile nell'mwchaebraismo rabbinico. "Colui che pronuncia il Nome con le sue proprie lettere non avrà posto nel mondo a venire!"cite-ref-moore-91-9[79] La pronuncia del Nome come è scritto è così proibita che a volte il Nome viene chiamato "Ineffabile", "Inesprimibile" o "Nome Distintivo".cite-ref-259[230]cite-ref-260[231]cite-ref-261[Nota 30]

La mwciimwcimHalakha (Legge ebraica) prescrive che dove il Nome è scritto mwciqyod-hei-vav-hei, deve essere pronunciato soltanto "Adonai"; e anche quest'ultimo nome viene considerato nome santo e deve essere pronunciato solo in preghiera.cite-ref-262[Nota 31]cite-ref-263[Nota 32] Pertanto quando qualcuno vuole riferirsi in terza persona al Nome come è scritto o pronunciato, si usa il termine mwci0"mwci4HaShem" ("il Nome");cite-ref-stanley-s-seidner-1987-264-0[232]cite-ref-265[Nota 33] e questo sistema può essere usato anche nelle preghiere.cite-ref-266[Nota 34] I mwcjsMasoreti aggiungevano punti vocalici (mwcjwniqqud) e i segni di mwcj0cantillazione ai manoscritti, per indicare l'uso delle vocali e per cantare le letture delle Bibbia nelle funzioni in mwcj4sinagoga. A יהוה aggiunsero le vocali di "mwcj8Adonai" ("Mio Signore"), parola da usarsi quando veniva letto il testo. Mentre "HaShem"è il modo più comune per far riferimento al "Nome", i termini "HaMaqom" (lett. "Il Luogo" cioè "L'Onnipresente") e "Raḥmana" (Aramaico, "Misericordioso") sono usati nella mwckaMishnah e mwckeGhemara, tuttora utilizzati nelle frasi "HaMaqom y'naḥem ethḥem" ("possa L'Onnipresente consolarti"), frase tradizionale per il mwckilutto durante la mwckmmwckqShiva e "Raḥmana l'tzlan" ("possa il Misericordioso salvarci", cioè "Dio non voglia").

Proibizioni scritte

Il tetragramma scritto,cite-ref-267[Nota 35] e anche mwcksaltri sei nomi di Dio, devono essere trattati con santità speciale. Non possono essere gettati via in maniera ordinaria, affinché non vengano profanati, ma sono usualmente messi in conservazione a lungo termine o sepolti nei cimiteri ebraici quando non più in uso.cite-ref-268[Nota 36] Similmente, è vietato scrivere il tetragramma (o questi altri nomi) senza motivo. Per poter salvaguardare la santità del Nome a volte una lettera viene sostituita da una lettera diversa nello scriverlo (per es. יקוק), o le lettere sono separate da uno o più trattini.cite-ref-moore-91-10[79] Alcuni ebrei sono molto rigorosi ed estendono tale salvaguardia non scrivendo altri nomi di Dio in altre lingue, per esempio in mwclqinglese scrivendo "G-d" invece di "God", o in mwcluitaliano "D-o" invece di "Dio", e così via. Tuttavia questo sistema esula dalle normative della mwclymwclcHalakhah (Legge ebraica).cite-ref-stanley-s-seidner-1987-264-1[232]

Samaritani

I mwcl4Samaritani condividevano cogli ebrei il tabù sulla pronuncia del Nome, e non esiste prova che la sua pronuncia fosse una pratica samaritana comune.cite-ref-moore-91-11[79]cite-ref-269[Nota 37] Tuttavia mwcmcmwcmgSanhedrin 10:1 include il commento di Rabbi Mana (degli mwcmkAmoraim): "per esempio quei mwcmoKutim che fanno giuramento" non avranno un posto nel mwcmsMondo a venire, il che implica che Mana credeva che alcuni Samaritani usassero il nome quando facevano giuramenti (i loro sacerdoti hanno conservato la pronuncia liturgica "Yahwe" o "Yahwa" a tutt'oggi.)cite-ref-moore-91-12[79] Come per gli ebrei, l'aramaico mwcnaha-Shema (השמא "il Nome") rimane d'uso comune tra i Samaritani, simile a "il Nome" mwcnein ebraico השם‎mwcni? ("HaShem").cite-ref-stanley-s-seidner-1987-264-2[232]

Cristianesimo

Si presume che i primi cristiani ebrei avessero ereditato dagli mwcosebrei la pratica di leggere "Signore" dove il tetragramma appariva nel testo ebraico, o dove il tetragramma veniva evidenziato in un dato testo greco. I cristiani gentili, soprattutto coloro che non parlavano ebraico e usavano i testi in greco, leggevano "Signore" in quei punti dove appariva nel testo greco del mwcowNuovo Testamento e altre copie dell'mwco0Antico Testamento greco. Questa pratica continuò fino all'arrivo della mwco4Vulgata in mwco8latino, in cui "Signore/Dominus" rappresentava "Yahweh" nel testo latino. Nel diagramma del Tetragramma-Trinitàmwcpamwcpemwcpicfr. supra di mwcpmPietro Alfonsi, il nome è scritto "Jeve." È rimasta come testimonianza la forma litanica "mwcpqKyrie eleison" a ricordo della tradizionale mwcpuliturgia greca che era in uso anche nella chiesa latina. Come esempio di uso, nelle collette e nelle preghiere della liturgia cattolica, ci si rivolge a Dio con gli epiteti "Dio onnipotente ed eterno" oppure "Dio, padre onnipotente" o simili. L'unica volta in cui si utilizza un termine ebraico (non il tetragramma) è, una volta all'anno, in una delle sette mwcpyantifone maggiori dell'Avvento "mwcpcO Adonai" (nel testo latino - nel testo liturgico italiano è reso con "O Signore"). Durante la mwcpgRiforma, la mwcpkBibbia di Lutero usava "Jehova" nel testo mwcpotedesco dell'Antico Testamento di mwcpsMartin Lutero.cite-ref-270[Nota 38]

Le traduzioni moderne in cui è presente (perlopiù in nota) una vocalizzazione del tetragramma, sono opera di eruditi senza che abbiano un utilizzo al di fuori della cerchia della mwcqecritica biblica, e servono soprattutto per evidenziare le stratificazioni e la formazione del testo (ad esempio le cosiddette tradizioni Jahvista, Elohista, Sacerdotale, ecc). Recentemente, in ambito cattolico, con la motivazione di riaffermare la disciplina sia ebraica sia delle prime comunità cristiane secondo la quale «Non si deve pronunciare il nome di Dio sotto la forma del tetragramma YHVH nelle celebrazioni liturgiche, nei canti, nelle preghiere», e anche nelle traduzioni della Bibbia il nome di Dio deve essere reso con Adonai, Kyrios, Signore, ecc.cite-ref-271[233]

Traduzioni cristiane

Come già menzionato, la mwcqgSeptuaginta (traduzione greca), la mwcqkVulgata (traduzione latina), e la mwcqoPeshitta (traduzione mwcqssiriaca)cite-ref-bloch-246-2[219] usano la parola "Signore" (mwcraκύριος, mwcrekyrios, mwcridominus, e mwcrmܡܳܪܝܳܐ, mwcrqmoryo rispettivamente). L'uso della Septuaginta (=LXX) da parte dei cristiani in polemica con gli ebrei fece sì che questi ultimi l'abbandonassero, rendendola un testo specificamente cristiano. Dalla Septuaginta i cristiani redassero traduzioni in mwcrucopto, mwcryarabo, mwcrclingua slava ecclesiastica e altre lingue utilizzate dalle mwcrgChiese ortodosse orientali e dalla mwcrkChiesa ortodossa,cite-ref-272[234] le cui liturgie e dichiarazioni dottrinali sono in gran parte un mwcr4centone di testi dalla Septuaginta, che considerano essere ispirata almeno tanto quanto il mwcr8Testo Masoretico.cite-ref-273[235] Nell'ambito della Chiesa ortodossa orientale, il testo greco rimane la norma per i testi in tutte le lingue, con particolare riferimento alle composizioni usate nelle preghiere.cite-ref-274[236]cite-ref-275[237]

La Septuaginta, col suo uso di Κύριος per rappresentare il tetragramma, fu anche la base delle traduzioni cristiane associate all'Occidente, in particolare la mwcs0mwcs4Vetus latina, che sopravvive in alcune parti della liturgia della mwcs8Chiesa latina, e la mwctaBibbia gotica. Le traduzioni cristiane della mwcteBibbia in mwctiinglese normalmente usano "LORD" al posto del tetragramma nella maggioranza dei casi, spesso in mwctmmaiuscoletto (o tutto in maiuscolo), così da distinguerlo da altre parole tradotte con "Lord". Nelle Bibbie (Antico Testamento) protestanti solitamente il tetragramma viene reso con Signore o con "Eterno". In nota o raramente nel testo compare sempre più la forma Jahvé. La Riveduta Luzzi, la mwctqNuova Diodati e la mwctuKing James Version in mwctyGenesi 22:14cite-ref-276[238] riportano il nome di località mwctsJehovah-jireh, la cui radice deriva dal tetragramma, ma altre Bibbie protestanti traducono diversamente.

Ortodossi orientali

La mwct4Chiesa ortodossa considera il testo della mwct8Septuaginta, che usa Κύριος (Signore), come il testo più autorevole dell'Antico Testamento,cite-ref-277[239] e nei suoi libri liturgici e di preghiera usa Κύριος al posto del tetragramma nei testi che derivano dalla Bibbiacite-ref-278[240]cite-ref-279[241]

Cattolicesimo

Nella mwcvuChiesa cattolica, la prima edizione ufficiale vaticana della mwcvymwcvcNova Vulgata Bibliorum Sacrorum Editio, editio typica, pubblicata nel mwcvg1979, usava il tradizionale mwcvkDominus al posto del tetragramma nella stragrande maggioranza dei casi; tuttavia, usava anche la forma mwcvoIahveh per riportare il tetragramma in tre punti specifici:

• mwcv0Esodo 3:15cite-ref-280[242].cite-ref-281[243]
• mwcwcEsodo 15:3cite-ref-282[244].cite-ref-283[245]
• mwcxeEsodo 17:15cite-ref-284[246].cite-ref-285[247]

Nella seconda edizione della mwcxsmwcxwNova Vulgata Bibliorum Sacrorum Editio, editio typica altera, pubblicata nel mwcx01986, queste poche presenze della forma mwcx4Iahveh furono sostituite da mwcx8Dominus,cite-ref-286[248]cite-ref-287[249]cite-ref-288[250] per conservare la lunga tradizione cattolica di evitare l'uso del "Nome Ineffabile" (secondo la definizione dei mwcywPadri della Chiesa).cite-ref-curia-289-0[251]

Il 29 giugno mwczi2008, la mwczmSanta Sede reagì alla pratica allora ancora recente di pronunciare, durante la mwczqliturgia cattolica, il nome di Dio rappresentato dal tetragramma. Quali esempi di tale vocalizzazione, citava "Yahweh" e "Yehovah". I primi cristiani, affermava, seguivano l'esempio della Septuaginta nel rimpiazzare il nome di Dio con "il Signore", pratica con importanti implicazioni teologiche per l'uso de "il Signore" nel riferirsi a Gesù, come in mwczuFilippesi 2:9-11cite-ref-290[252] e altri testi del mwczoNuovo Testamento. Promulgava quindi che, "nelle celebrazioni liturgiche, negli inni e preghiere il nome di Dio nella forma del mwczstetragramma YHWH non deve essere usato né pronunciato"; e che le traduzioni dei testi biblici per uso liturgico devono seguire la pratica della Septuaginta greca e della Vulgata latina, sostituendo il nome divino con "il Signore" o, in alcuni contesti, "Dio".cite-ref-291[253] Questo il testo della direttiva della mwc0aCongregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti in mwc0eitaliano:

«La traduzione greca dell'Antico Testamento, la cosiddetta

Septuaginta

, che risale agli ultimi secoli precedenti l'era cristiana, ha reso regolarmente il tetragramma ebraico con la parola greca Kyrios, che significa Signore. Siccome il testo della Septuaginta ha costituito la Bibbia della prima generazione di cristiani di lingua greca, e in questa lingua furono anche scritti tutti i libri del Nuovo Testamento, anche questi cristiani sin dal principio evitarono la pronuncia del tetragramma sacro. Qualcosa di simile avvenne con i cristiani di lingua latina, la cui letteratura cominciò ad emergere a partire dal secondo secolo, come attestano prima la

Vetus Latina

e, in seguito, la

Vulgata

di

san Girolamo

. Anche in queste traduzioni il tetragramma venne sempre reso con la parola latina Dominus, che corrispondere sia all'ebraico Adonai e al greco Kyrios (....) Pertanto astenersi dalla pronuncia del tetragramma del nome di Dio da parte della chiesa è giustificato. Oltre ai motivi di correttezza filologica si tratta anche di rimanere fedeli alla tradizione della chiesa poiché fin dalle origini il tetragramma sacro non è mai stato pronunciato in un contesto cristiano e neppure mai tradotto in nessuna delle lingue in cui la Bibbia è stata tradotta.

»

La mwc0k"United States Conference of Catholic Bishops (Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti)" ha elogiato queste istruzioni, aggiungendo che "fornisce anche un'opportunità di offrire la catechesi ai fedeli come incoraggiamento a dimostrare riverenza per il Nome di Dio nella vita quotidiana, enfatizzando la potenza del linguaggio come atto di devozione e adorazione".cite-ref-curia-289-1[251]

A ogni modo, quando si tratta di vocalizzare il Nome Divino in ambito accademico, si propende da più di due secoli per una vocalizzazione del tetragramma con le vocali "a" ed "e", e talvolta questa forma può apparire, oltre che nei testi di critica biblica, anche nelle note e nelle introduzioni o, più raramente (una o due volte) nel testo dell'Antico Testamento, quando si tratta di evitare ambiguità per la presenza vicina di altri nomi divini. È presente più spesso in alcune versioni letterali degli anni sessanta a indirizzo storico critico, allo scopo di evidenziare le diverse tradizioni presenti nella formazione del testo. In traduzioni degli ultimi anni è citato il tetragramma in caratteri latini (mwc08JHWH) senza alcuna vocalizzazione. Non compare mai nel Nuovo Testamento non essendo presente in nessuno dei manoscritti antichi da cui vengono fatte le traduzioni.cite-ref-293[255]

Testimoni di Geova

In Italia i Testimoni di Geova hanno adottato nella loro traduzione la forma del tetragramma biblico "Geova" derivata dalla forma in inglese "Jehovah" adoperata nel 1903 nel libro di Charles Taze Russell, "Il divin piano dell'Età", e da essi ufficializzata il 26 luglio del mwc1g1931, quando hanno assunto l'attuale denominazione.

Essi non considerano sicuramente corretta la loro scelta della vocalizzazione Geova/Jehovah, in passato la più diffusa in inglese. Infatti dalla metà del XIX secolo fino ai primi decenni del XX secolo tutte le nuove versioni inglesi della Bibbia traducevano il tetragramma biblico con "Jehovah"; però a partire dal 1939, e cioè poco dopo l'assunzione dell'attuale denominazione dei Testimoni di Geova, predomina nelle versioni inglesi della Bibbia o la prassi più antiqua di usare (fuori di pochissimi passi) "Lord" o quella di usare "Yahweh".cite-ref-294[256] Ci tengono inoltre a ricordare che in italiano "mwc14Gesù" deriva dall'aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua'), come in mwc18Libro di Esdra mwc2a5,2cite-ref-295[257], che a sua volta proviene dall'ebraico יֵשׁוּעַ (Yeshua') e ulteriormente dall'ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshuaʿ), che significa "יהוה è salvezza"cite-ref-296[258] e che da essi è interpretato come indicazione della pronuncia originale di יהוה. I nomi teofori inizianti per Yeho- possono tuttavia spiegarsi anche senza postulare un'originaria forma ricostruita Yehowah: l'evoluzione del timbro in "yeh-" rispetto a "yah-" si comprende bene infatti con una regolare riduzione di vocale in sillaba atona.cite-ref-297[Nota 39]cite-ref-298[259]

Trascrizioni del tetragramma nelle versioni italiane della Bibbia

• mwc5mLa Biblia di Antonio Brucioli, 1530, rev. 1551. mwc5qProtestante.

Usa mwc5cSignore tranne in mwc5gEsodo 6:3cite-ref-299[260] dove compare il nome di Dio nella forma mwc50Ieova.
Nella revisione del 1562 stampata dall'editore Francesco Durone la forma mwc58Iehova o mwc6aIehovah ricorre decine di volte. Esempio Genesi 28:13.

• mwc6mLa Sacra Bibbia di Giovanni Diodati del 1607. Protestante.

Usa mwc6ySignore, ma in Esodo 3:14 usa mwc6cColui che si chiama IO SONO, e in Esodo 16:3 usa mwc6gCOLUI CHE È.
In una nota a Esodo 3:14 usa "Iehova".
Riedita nel 1946: Usa mwc6sSignore. In alcune edizioni, alla pagina 584, riporta nella soprascritta di Isaia 41 la forma "Geova".

• mwc64La Nuova Diodati. Protestante. 1991.

Usa mwc7eEterno. Nella prefazione usa "Jehovah" e "Yah".
In mwc7mGenesi 22:14cite-ref-300[261] riporta il nome di località mwc7gJehovah-Jireh.

• mwc7sLa Bibbia. Versione Nuova Riveduta, Società Biblica di Ginevra. 1994. Protestante.

Il nome di Dio viene reso con mwc74SIGNORE tutto in maiuscolo per distinguerlo dalla parola ebraica "signore" (adhonai).
Nella prefazione usa le quattro lettere corrispondenti al tetragramma "YHWH" e in Genesi 22:14 riporta il nome di località Iavè-Irè.

• mwc8iLa Sacro-Santa Biblia di Mattia D'Erberg, 1712, Protestante.

Usa mwc8uJEHOVA (vedi Esodo 4:11).

• La Sacra Bibbia del mwc8gpastore mwc8kbattista mwc8oArmando Vianello, 2008, cinque volumi. Versione interlineare - letterale.

Nei quattro volumi del Vecchio Testamento, il tetragramma ebraico (primo rigo) è tradotto con mwc80YHWH (secondo rigo).

• mwc9aVersione Riveduta di Giovanni Luzzi, 1925 riedita 1966. Protestante.

Usa mwc9mEterno. Nelle note a mwc9qEsodo 3:15;6:3cite-ref-301[262] usa "Jahveh".
Nella nota a mwc9oMatteo 1:21cite-ref-302[263] usa la forma mwc98Gèova.
In mwc-eGenesi 22:14cite-ref-303[264] ha mwc-yIehovah come parte di un nome composto.cite-ref-304[Nota 40]

• mwc-0La Bibbia, Eusebio Tintori, 1945. Cattolica.

Usa mwc-aSignore. Nelle note ha "Jahve".

• mwc-mLa Sacra Bibbia, Ricciotti. 1955. Cattolica.

Usa mwc-ySignore e ha "Jahvè" in alcune note come mwc-cEsodo 3:14;6:2,3cite-ref-305[265]; mwc-wGioele 3:12cite-ref-306[266]; mwdaeGiona 4:10,11cite-ref-307[267].

• mwdagLa Bibbia, Edizione Paoline. Ediz. 1958 e seguenti. Cattolica.

Usa mwdasSignore tranne in mwdaw6:2-3cite-ref-308[268] (e relativa nota) e mwdbeGeremia 1:6cite-ref-309[269] dove usa mwdbyJahvé (ediz. 1958 e seguenti).
Usa mwdbgJahvé In mwdbkSalmi 83:19cite-ref-310[270], al posto di "Il Signore" delle edizioni precedenti (ediz. 1970 e seguenti).
A seconda delle edizioni usa "Jhwh" nelle parentesi nel testo di mwdb8Esodo 6:3cite-ref-311[271] (ediz. 1997).

• mwdcyLa Bibbia a cura di Fulvio Nardoni, 1960. Cattolica.

Il nome mwdckJahweh vi ricorre più volte nel testo ad esempio in mwdcoEsodo 6:2,3,6,8cite-ref-312[272]; mwdc8Isaia 1:24;3:1;10:33;26:4;40:10;51:22;61:1cite-ref-313[273], ecc.

• mwddyLa Sacra Bibbia, Pontificio Istituto Biblico 1961. Cattolica.

Oltre a mwddkSignore usa varie volte nel testo mwddoJahve, ad esempio in mwddsEsodo 3:15;6:2cite-ref-314[274]; mwdeaSalmi 83:19cite-ref-315[275].

• mwdecLa Sacra Bibbia ed. Garzanti imprimatur 1964. Cattolica.

Usa mwdeoYahvè, es. pag. 952 mwdesSalmi 83:19cite-ref-316[276] ed altre;

• mwdfiLa Bibbia di mwdfmSalvatore Garofalo, 1964. Cattolica.

Usa sempre mwdfyJahve, ma solo nell'Antico Testamento: non nel Nuovo Testamento, nel quale il tetragramma biblico non appare in nessuno degli esistenti manoscritti, neanche quando sono citati versetti biblici dell'Antico Testamento in cui il nome compare, ne è un esempio mwdfcLuca 4:18cite-ref-317[277] in cui Gesù legge mwdfwIsaia 61:1cite-ref-318[278]. Tale fedeltà all'effettivo testo del Nuovo Testamento è comune a tutte le versioni italiane della Bibbia ad eccezione di quella dei Testimoni di Geovà.

• mwdgmTraduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture. mwdgqTestimoni di Geova. 1967, ed. riv. 1987 e 2013

Usa mwdgcGeova ovunque è presente il tetragramma, e inoltre per tradurre Κύριος (Signore) in alcuni passi del Nuovo Testamento, dove vengono letti o citati versetti dell'Antico Testamento contenenti, nell'originale, il tetragramma יהוה, che però i giudei sostituiscono nella lettura con אדני (mwdggAdonai).

• mwdgsLa Bibbia Concordata, 1968. Interconfessionale.

Rende mwdg4Signore tranne mwdg8Salmi 83:19cite-ref-319[279], dove usa mwdhqIavè.

• mwdhcLa Sacra Bibbia, Galbiati, Penna e Rossano. Cattolica. 1968.

Usa mwdhoIahvé.

• mwdh0Sacra Bibbia di Antonio Martini, 1778, riedita 1963. mwdh4Cattolica.
• Usa mwdiaSignore. Nella nota di mwdieEsodo 3:14-15cite-ref-320[280] ha "Jehovah"
• mwdicLa Sacra Bibbia CEI, 1974. Cattolica.

Rende mwdioSignore. Nella nota in calce a mwdisEsodo 3:14,15cite-ref-321[281] ha "JHWH".
Nella nota a mwdje1 Maccabei 3:18cite-ref-322[282] usa mwdjyJahveh.

• mwdjkLa Bibbia di Gerusalemme, 1974. Cattolica.

Ha lo stesso testo della CEI.
Nelle note menziona "Jahveh", come quelle su mwdj0Esodo 3:13cite-ref-323[283], mwdkiIsaia 42:8cite-ref-324[284], ecc.

• mwdkkNuovissima Versione della Bibbia Edizione Paoline. 1967-1980. Cattolica.

Usa mwdkwSignore. Nella nota a mwdk0Esodo 6:2-8cite-ref-325[285] usa "Jahveh".

• mwdlqIl libro di Isaia, Moraldi. 1994. Cattolica.

Usa mwdlcJhwh.

• mwdloLa Bibbia, Oscar Mondadori. 2000. Aconfessionale.

Usa mwdl0Jhwh.

Relazione ebrei-cristiani

Il 16 gennaio mwdmq2006, in visita a mwdmupapa Benedetto XVI, il mwdmyrabbino capo di mwdmcRoma mwdmgRiccardo Di Segni ha sollevato il problema del fastidio che provoca fra gli ebrei l'uso del nome divino fra i cristiani, a causa della particolare sensibilità ebraica dovuta al divieto di pronunciare il nome di Dio nei mwdmkdieci comandamenti. Il Papa ha risposto che la tradizione cattolica, a differenza di quella protestante, è arrivata a questa facilità di espressione molto recentemente, per influsso dello mwdmostoricismo, e che i cattolici devono lavorare perché si torni all'origine del culto.cite-ref-326[286]

Lo scrittore mwdnaateo mwdneErri De Luca propone e utilizza, nei suoi libri, la formula mwdniIod, prima lettera del Nome Sacro, e mwdnmanagramma della parola mwdnqDio, gioco possibile solo in mwdnuitaliano.cite-ref-327[287]

Citazioni moderne del Tetragramma

Nell'arte

• mwdn4Basilica di San Pietro in Vaticano, Tomba di mwdn8Clemente XIII: tetragramma in caratteri ebraici sulla fronte di una delle statue.cite-ref-328[288]
• mwdouDuomo di Milano: rosone su una delle entrate, tetragramma in caratteri ebraici.
• mwdocBasilica di San Marco a mwdogVenezia: tetragramma su mosaico presso entrata laterale sinistra.
• Duomo di mwdooSiena: tetragramma in carattere ebraici posto al centro della volta dell'abside dietro l'altare maggiore.
• Duomo Nuovo di mwdowBrescia: tetragramma in caratteri ebraici sull'altare della prima navata laterale destra.
• Santuario della Via Crucis monumentale di mwdo4Cerveno in mwdo8Val Camonica: tetragramma in caratteri ebraici sul turbante del Sommo Sacerdotecite-ref-329[289].
• mwdpuLione: tetragramma nel mosaico sulla volta della Basilica cattolica di mwdpyFourvière.
• mwdpgPraga: interno della chiesa di San Nicola (quartiere Mala Strana).
• Praga: Ponte Carlo, tetragramma in caratteri ebraici sulla parte alta della terza statua.
• Praga: leggio del cantore all'interno della Staronovà synagoga (quartiere Stare Mesto).
• Praga: vetrata della Jubilejní synagoga (quartiere Stare Mesto).

Nella letteratura

• mwdp8Il pendolo di Foucaultcite-ref-330[290]

Menziona il tetragramma sia lettera per lettera: "... mwdqyjod, mwdqche, mwdqgwaw, mwdqkhe. Iahveh, il nome di Dio".
Sia tutto insieme: "...trovare tutte le combinazioni del nome di Dio? ... IHVH".

• Axel Munthe, nell'ultimo capitolo de mwdq0"La Storia di San Michele", fa uso per due volte del nome divino nella forma mwdq4Jehovah.
• mwdraLa morte e la bussola, racconto della raccolta "Finzioni" di mwdreJorge Luis Borges in cui una serie di omicidi sembra essere correlata al Tetragràmaton.
• nel "Libro di Mormon" in 2 Nefi capitolo 22 versetto 2 (pagina 84) e in Moroni capitolo 10 versetto 34 (pagina 518);
• nel "Dizionario biblico" John L. McKenzie Cittadella Editrice - ed. 1981 - IV ed. pag. 381;
• nel "Grande dizionario italiano dell'uso" UTET - ed. 1999 rist. 2000 - vol. III pag.192;
• nel "Dizionario delle lingue italiana e inglese" - Sansoni editore - II ed. - 1985 - part. I - (it/ing) pag. 576;
• nel "Dizionario delle lingue italiana e inglese" - Sansoni editore - II ed. - 1985 - part. II - (ing/it) pag. 1589;
• nel vocabolario italiano-francese "Il novissimo Ghiotti" ed. Petrini Torino ed. 1973 pag. 463;
• nel dizionario enciclopedico "Il novissimo Melzi" Vallardi Editore ed. XXXVI ristampa 1981 pag. 512;

Nella musica

• mwdsqGiuseppe Verdi, mwdsuNabucco (atto finale: il coro canta dell'immenso mwdsyJehovah e il sommo sacerdote Zaccaria menziona ancora mwdscJehovah).
• mwdskGioachino Rossini, mwdsoMosè in Egitto (Mosè invoca mwdssIehova).
• mwds0Camille Saint-Saëns, mwds4Samson et Dalila (mwds8Iehova e mwdtaJehova, menzionati più volte).
• mwdtiGeorg Friedrich Händel (moltissimi oratori, ovvero composizioni musicali, su Giuseppe e suoi fratelli, sulla liberazione d'Israele dall'Egitto, su personaggi biblici come Giosuè, Debora, Iefte, Sansone (qui si usa la forma mwdtmJeovah), Saul, Salomone, Atalia, Baldassare e la caduta di Babilonia, Ester, il Messia.
• mwdtuFranz Schubert, musicòmwdty L'Onnipotenza (D 852 / op. 79, n. 2), lirica di Johann Ladisklav Pyrker nella quale compare cinque volte il nome di mwdtcJehovah).
• mwdtkJohann Sebastian Bach Lied BWV 452 e corale BWV 299 (dal Klavierbüchlein für Anna Magdalena Bach) 'Dir, dir mwdtoJehova, will ich singen'.
• mwdtwLudwig van Beethoven nell'oratorio 'Cristo sul Monte degli Ulivi' (op. 85), usa varie volte la forma mwdt0Jehova.
• mwdt8Henry Purcell (compositore di musica barocca), Mottetto: mwduaJehova, quam multi sunt hostes mei (Z 135).
• mwduiLorenzo Perosi (compositore italiano). Ha composto numerose opere sacre tra cui il poema sinfonico-vocale "Mosè", 1901, la prima direzione fu di Arturo Toscanini) dove uno dei personaggi è mwdumLa voce di Jehova (basso).
• mwduuElvis Presley in mwduyIf The Lord Wasn't Walking By My Side usa la forma mwducJehova.
• mwdukBob Marley: usa mwduoJah (forma contratta del nome) in numerose canzoni, come mwdusJah Live, mwduwForever Loving Jah, mwdu0Satisfy My Soul Jah Jah e mwdu4Jah Is Mighty.
• mwdvaU2, "Yahweh" canzone tratta dall'album mwdveHow to dismantle an atomic bomb (2004).
• mwdvmNeedtobreathe nella canzone mwdvqSignature of Divine (Yahweh) tratta dall'album mwdvuThe Heat (2007)

Nel cinema


mwdv0Indiana Jones deve attraversare una stanza col pavimento fatto di piastre, che nascondono trappole, contraddistinte da lettere. Avanzare sulla lettera sbagliata farebbe scattare una trappola mortale. Un antico manoscritto mwdv4latino offre un indizio per l'attraversamento sicuro: deve camminare sulle piastre le cui lettere in sequenza formano il "nome di Dio". A questo punto più volte si chiede: "Il Nome di Dio, il Nome di Dio", quindi esclama: "Geova". Tuttavia la differenza tra la trascrizione mwdv8inglese mwdwa"Jehovah" e quella mwdwelatina, mwdwi"Iehovah", mette a repentaglio la sua vitacite-ref-331[291].

• mwdwkmwdwoUna settimana da Dio (2003)

mwdw0Jim Carrey giornalista sfortunato, dopo aver pregato Dio per la sua situazione stagnante, incontra mwdw4Morgan Freeman nella parte di Dio il quale gli concede i suoi poteri. A un certo punto nella sua mente si affollano migliaia di voci. Spiazzato, si rivolge a Dio il quale lo informa che altro non sono che le preghiere della gente e che lui, Bruce, ha i poteri per poter risolvere il problema. Dopo alcuni tentativi Bruce decide di convogliarle in una casella di posta elettronica. A questo punto la scena inquadra il monitor sul quale appare il nome del sito che è "Yahweh" cioè il Nome divino in inglese. Degno di nota è che si crea un gioco di parole con il famoso motore di ricerca "Yahoo" che è il modo inglese di scrivere ciò che si pronuncia Yahù che è il Nome divino usato nell'antico Egitto.cite-ref-332[292]

• mwdxumwdxyNotorious B.I.G. (2009)

Durante una scena iniziale del film, viene pronunciato il nome Geova da parte del protagonista nei panni del rapper mwdxkThe Notorious B.I.G.

Risorto (2016) Si fa ampio uso del nome Jahvé per indicare il Dio degli ebrei sia da parte giudaica sia romana.
Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) Nella conversazione avuta tra Lex Luthor e Superman sul tetto della LexCorp, Luthor menziona, tra altre divinità, il nome divino, Geova.

Nella Terza Stagione (2018), nell'episodio "Jahr Null", al minuto 30:32, Hawthorne Abendsen, rinchiuso in cella, comincia a delirare citando poesie, canzonette ed infine un brano del Salmo 91:9 dove diceva "Geova è il mio rifugio".

Note

cite-note-7Nota 1. "[I Sacerdoti, quando recitavano la Benedizione Sacerdotale, all'epoca del Tempio,] recitavano il nome [di Dio] -- cioè, il nome mwdyeyod-hei-vav-hei, come sta scritto. Questo è ciò a cui ci si riferisce con il «nome esplicito» in tutte le fonti. Nella regione [al di fuori del Tempio], si legge [usando un altro nome di Dio], א-ד-נ-י (mwdyiAdonai), poiché solo nel Tempio viene recitato questo nome [di Dio] nel modo in cui è scritto." -- mwdymMaimonide, mwdyqmwdyuMishneh Torah, "Leggi di Preghiera e Benedizioni Sacerdotali", 14:10.
cite-note-21Nota 2. mwdykEh-yeh, dal mwdyoverbo mwdysebraico mwdywha-yah, è in mwdy0coniugazione imperfetta. "La coniugazione non significa il mwdy4tempo, come fanno le coniugazioni mwdy8inglesi (per es., mwdzaPast simple). Tuttavia, il perfetto è usato prevalentemente per descrivere eventi del tempo passato, mentre l'imperfetto è prevalentemente usato per descrivere eventi non-passati (cioè, presente o futuro)" - mwdzeJohn A. Cook & Robert D. Holmstedt, mwdziBiblical Hebrew: A Student Grammar (PDF).
cite-note-41Nota 3. Tradotto "Io ci sarò come io ci sarò", mwdzymwdzcJewish Studies at the Turn of the Twentieth Century, p. 22 § 1.
cite-note-55Nota 4. Anche mwdzsYahveh, talvolta in mwdzwitaliano mwdz0Jahvè: si adotta qui quella che è generalmente considerata l'originale pronuncia ebraica di YHWH (anche YHVH): mwdaa mwdae«La pronuncia originale di YHVH viene generalmente ricostruita come “Yahveh” o “Yahweh,” sulla base di trascrizioni greche antiche.» mwdai(S. David Sperling, mwdamEncyclopedia of Religion, vol. 7, New York, Macmillan, 2005, p. 3538) Un'altra forma per rendere la pronuncia di YHWH è Jehova(h), da cui l'italiano Geova (cfr. mwdaqGeova in mwdaumwdayIl Devoto-Oli 2012. Vocabolario della lingua italiana, a cura di mwdacLuca Serianni e mwdagMaurizio Trifone), è frutto di una errata trascrizione (cfr. S. David Sperling, in mwdakEncyclopedia of Religion, cit., p. 3538) avvenuta in epoca medievale (cfr. R.T.A. Murphy in mwdaoThe New Catholic Encyclopedia, vol. 7, New York, Gale, 2003, pp. 750-1). Si veda comunque il successivo approfondimento su questa pagina.
cite-note-60Nota 5. mwda4mwda8Qere e mwdbamwdbeKetiv, dall'aramaico mwdbiqere o mwdbmq`re, קְרֵי ("che si legge") e mwdbqketiv, o mwdbuketib, kethib, kethibh, kethiv, כְּתִיב ("che è scritto"), noti anche come "keri uchesiv" o "keri uchetiv," si riferiscono ad alcune differenze tra ciò che è scritto nel testo consonantico della Bibbia ebraica, conservato dalla tradizione scribale, e ciò che si legge. In tali situazioni, il mwdbyQere è un accorgimento tecnico ortografico usato per indicare la pronuncia della parole presenti nel testo masoretico delle Scritture (Tanakh) in mwdbclingua ebraica, mentre il mwdbgKetiv indica la loro forma scritta, come ci è pervenuta dalla tradizione.
cite-note-62Nota 6. Si veda la relativa spiegazione nella mwdbwgrammatica ebraica.
cite-note-64Nota 7. Questa pagina usa il sistema temporale con locuzione mwdcamwdceera volgare (abbreviata in "e.v."), contrapposta a mwdcimwdcmprima dell'era volgare (o anche abbreviata in "p.e.v."), che indica il posizionamento temporale di una data relativamente al mwdcqcalendario gregoriano (o mwdcugiuliano, se specificato). Sono indicati con tale locuzione gli anni 1 e successivi, e con p.e.v. gli anni precedenti. La locuzione deriva da mwdcyAera Vulgaris, usata per la prima volta nel 1615 da mwdccGiovanni Keplero, volendo indicare il concetto di "era secondo l'uso comune". Da notare che questa terminologia è stata adottata in diverse culture non-cristiane, da molti studiosi di studi religiosi e di altri settori accademici per non specificare il riferimento a Cristo, dal momento che la datazione sarebbe scorretta (Cristo sarebbe nato circa 7 anni prima, sotto mwdcgErode, della data convenzionale) e da altri che desiderano utilizzare termini non-cristiani: con questa annotazione infatti, non si fanno esplicitamente uso del titolo religioso per Gesù (Cristo), che è utilizzato nella notazione "avanti Cristo" e "dopo Cristo". Quindi, per fare un esempio, 50 e.v. significa 50 anni dopo il convenzionale mwdckanno zero dell'era cristiana, posizionato 754-753 anni dopo la leggendaria mwdcofondazione di Roma secondo il computo mwdcsmwdcwab Urbe condita e quello del calendario giuliano. Cfr. mwdc0mwdc4History of the World Christian Movement.URL consultato 26 luglio 2015
cite-note-70Nota 8. Roy Kotansky, Jeffrey Spier, "mwddiThe 'Horned Hunter' on a Lost Gnostic Gem", mwddmThe Harvard Theological Review, Vol. 88, No. 3 (luglio, 1995), p. 318. Citazione: "Sebbene la maggior parte degli studiosi credano che "Jehovah" sia una tarda forma ibrida (c. 1100 e.v.) derivante da una combinazione delle lettere latine mwddqJHVH con le vocali di mwdduAdonai (versione tradizionale pronunciata di יהוה), molti testi magici in mwddysemitico ed in greco presentano una prima pronuncia del nome divino sia con mwddcYehovah che con mwddgYahweh"
cite-note-71Nota 9. Così George Wesley Buchanan, professore emerito del Wesley Theological Seminary di Washington: "Tale [Yehowah] è la pronuncia corretta del tetragramma, come viene reso chiaro dalla pronuncia dei nomi propri nel Primo Testamento (PT), in poesia, nei documenti aramaici del quinto secolo, nelle traduzioni greche del nome sui mwddwRotoli del Mar Morto e nella mwdd0patristica" - da George Wesley Buchanan, "The Tower of Siloam", mwdd4The Expository Times, 2003; 115: 37; pp. 40, 41)
cite-note-76Nota 10. In latino "Jehovah" è visibile nelle decorazioni della chiesa cattolica di S. Agata a Santhià (Vercelli), nella forma "Jehova" è visibile nella volta di uno degli altari minori del duomo di Fossano (Cuneo) e nella forma "Jeova" sulla soglia del presbiterio della chiesa di Vezzo, frazione di Stresa (Novara).
cite-note-refa-77Nota 11. Nel 7º paragrafo della mwdecIntroduction to the Old Testament of the New English Bible, mwdegSir Godfry Driver wrote: "I primi traduttori in genere sostituivano YHWH con «Signore». [...] I Riformatori preferivano Jehovah, che agli inizi apparve comes mwdekIehouah nel 1530, nella traduzione di Tyndale del Pentateuco (mwdeomwdesmwdewEsodo 6:3, su mwde0laparola.net.), per poi passare in altre Bibbie protestanti."
cite-note-78Nota 12. mwdfeEnglish Standard Version Translation Oversight Committee, mwdfiPrefazione alla English Standard Version - citazione: "Quando le vocali della parola mwdfmadonai sono poste insieme alle consonanti di YHWH, ciò risulta nella parola familiare Jehovah, che viene usata in alcune prime traduzioni della Bibbia inglese. Comunemente nelle traduzioni d'oggi, la ESV di solito rende il nome personale di Dio (YHWH) con la parola Signore (stampata in mwdfqmaiuscoletto)."
cite-note-100Nota 13. Un esame esauriente della materia appare in Sean McDonough, mwdfgYHWH at Patmos (1999), pp. 116-122 e George van Kooten, mwdfkThe Revelation of the Name YHWH to Moses, 2006, pp. 114, 115, 126-136. È anche importante citare una fonte fondamentale, sebbene vetusta, di questa materia: Adolf Deissmann, mwdfomwdfsBible studies: Contributions chiefly from papyri and inscriptions to the history of the language, the literature, and the religion of Hellenistic Judaism and primitive Christianity (1909), al capitolo "Greek transcriptions of the Tetragrammaton".
cite-note-102Nota 14. In alcuni manoscritti il tetragramma venne rimpiazzato dalla parola mwdf8’El o mwdga’Elohim scritta in caratteri paleoebraici, e sono: 1QpMic (1Q14) 12 3; 1QMyst (1Q27) II 11; 1QHa I (Suk. = Puech IX) 26; II (X) 34; VII (XV) 5; XV (VII) 25; 1QHmwdgeb (1Q35) 1 5; 3QFrammenti non classificati (3Q14) 18 2; 4QpPsmwdgib (4Q173) 5 4; 4QAges of Creation A (4Q180) 1 1; 4QMidrEschate?(4Q183) 2 1; 3 1; fr. 1 kol. II 3; 4QSmwdgmd (4Q258) IX 8; 4QDmwdgqb (4Q267) fr. 9 kol. i 2; kol. iv 4; kol. v 4; 4QDmwdguc (4Q268) 1 9; 4QComposizione riguardo alla Divina Provvidenza (4Q413) fr. 1–2 2, 4; 6QD (6Q15) 3 5; 6QpapHymn (6Q18) 6 5; 8 5; 10 3. W 4QShirShabbg (4Q406) 1 2; 3 2 comprova mwdgy’Elohim.
cite-note-148Nota 15. I mwdgopapiri magici ebraici sono una sottoclasse ebraica di mwdgspapiri con specifici usi magici, e che fanno luce su certe credenze popolari durante il tardo periodo del mwdgwSecondo Tempio e successivamente, nella mwdg0Tarda antichità. Una categoria collegata dello stesso periodo è quella delle mwdg4iscrizioni magiche ebraiche, tipicamente su mwdg8amuleti, mwdhaostraca e coppe da incantesimo.
cite-note-152Nota 16. mwdhqmasora parva (piccole) o mwdhumasora marginalis sono note apposte sul Testo Masoretico, scritte ai margini di sinistra, di destra e tra le colonne, ed i commenti nei margini in cima ed in fondo alle mwdhymasora magna (grandi).
cite-note-154Nota 17. C. D. Ginsburg in mwdhoThe Massorah. Copied from manuscripts, Londra 1880, mwdhsvol I, p. 25, 26, § 115 elenca i 134 posti in cui questa pratica viene osservata. Confrontando questo elenco col testo di mwdhwBHS si può notare che mwdh0BHS appone il Tetragramma solo nel testo principale di mwdh4mwdh8mwdiaSalmi 68:28, su mwdielaparola.net. [68:27].
cite-note-158Nota 18. Poiché BHS e BHK hanno già il tetragramma in mwdiumwdiymwdicSalmi 68:26, su mwdiglaparola.net., ciò porterebbe ad un totale di mwdik6 969 riscontri nel mwdioMasorah.
cite-note-166Nota 19. Per informazioni basilari sulla parola mwdi4šalehebeteja(h) – cfr. L. Koehler, W. Baumgartner, J.J. Stamm, mwdi8Wielki słownik hebrajsko-polski i aramejsko-polski Starego Testamentu (Great Dictionary of the Hebrew-Aramaic-Polish and Polish Old Testament), Warszawa 2008, vol. 2, p. 489, codice Nr. 9395.
cite-note-169Nota 20. Ciò è dimostrato per esempio dalle mwdjmLachish Ostraka, che sono una lista di dieci nomi di cui otto sono solo nomi teoforici.
cite-note-174Nota 21. Sono mwdjcmwdjgmwdjkEster 1:20;5:4;13;7:7, su mwdjolaparola.net.. Inoltre, in mwdjsmwdjwmwdj0Ester 7:5, su mwdj4laparola.net. c'è un acrostico che si riferisce al titolo di Dio in mwdj8mwdkamwdkeEsodo 3:14, su mwdkilaparola.net..
cite-note-190Nota 22. mwdkySegol (mwdkcinmwdkg mwdkkebraicomwdko mwdksסֶגּוֹלmwdkw‎mwdk0mwdk4?; mwdleseˈɡol) è un segno di mwdlivocale ebraica mwdlmniqqud rappresentato da tre punti che formano un mwdlqtriangolo equilatero capovolto mwdlumwdly"ֶ". Come tale, viene posto sotto una consonante per vocalizzarla. In ebraico moderno, indica il mwdlcfonema mwdlke̞ che è simile alla "mwdloe" della parola italiana mwdlssmwdlwede e viene traslitterata come una mwdl0e.
cite-note-217Nota 23. Shaw, Frank, mwdmeThe Earliest Non-Mystical Jewish Use of Ιαω (Contributions to Biblical Exegesis and Theology, 70; Leuven/Paris/Walpole, Mass.: Peeters, 2014), p. 271, citato in mwdmiAnthony R. Meyer in mwdmmJournal of Hebrew Scriptures, vol. 16 (2016) mwdmqArchiviatomwdmu il 2 dicembre 2018 in mwdmyInternet Archivemwdmc.: "there was no one 'original' form but different translators had different feelings, theological beliefs, motivations, and practices when it came to their handling of the name"
cite-note-236Nota 24. Origen, "In Joh.", II, 1, in mwdmwP.G., XIV, col. 105, dove una nota dice che l'ultima parte del nome di Geremia fa riferimento a quello che i Samaritani esprimevano come Ἰαβαί, Eusebiio come Ἰευώ, Teodoreto come Ἀϊά e gli antichi greci come Ἰαώ.
cite-note-239Nota 25. "nomen Domini apud Hebraeos quatuor litterarum est, mwdnajod, he, vau, he: quod proprie Dei vocabulum sonat: et legi potest JAHO, et Hebraei mwdneἄῤῥητον, id est, ineffabile opinatur." ("Breviarium in Psalmos. Psalm. viii.", in P.L., XXVI, col. 838 A). Questa opera fu attribuita tradizionalmente a Girolamo, ma la sua autenticità è stata messa in dubbio o negata a partire dai tempi moderni. Ma "ora reputata genuina e datata prima del 392", mwdniZeitschrift für die Alttestamentliche Wissenschaft (W. de Gruyter, 1936. p. 266)
cite-note-240Nota 26. "la parola Nethinim in ebraico significa 'dono di Iao', cioè del Dio che è" (Teodoreto, "Quaest. in I Paral.", cap. ix, in mwdnyP. G., LXXX, col. 805 C)
cite-note-245Nota 27. Sebastian P. Brock mwdnomwdnsThe Bible in the Syriac Tradition, St. Ephrem Ecumenical Research Institute, 1988. Citazione da p. 17: "L'mwdnwAntico Testamento della mwdn0Peshitta fu tradotto direttamente dal testo originale ebraico, e la maggior parte dei biblisti credono che il mwdn4Nuovo Testamento della Peshitta provenga direttamente dall'originale greco. I cosiddetti libri "mwdn8deuterocanonici" , o "mwdoaApocrifi" furono tutti tradotti dal greco..."
cite-note-253Nota 28. William David Davies, Louis Finkelstein, Steven T. Katz, mwdoqThe Cambridge History of Judaism: The Late Roman-Rabbinic Period, 2006, p. 779: "(BT Kidd 7ia) Il quadro storico sopra descritto è probabilmente errato perché i Nomi Divini erano una responsabilità sacerdotale... Il Nome era uno dei momenti culminanti del Servizio Sacro: era affidato esclusivamente al Sommo Sacerdote una volta all'anno".
cite-note-257Nota 29. È il nome che sceglie mwdogAdamo, secondo la tradizione mwdokmidrashica, per rivolgersi a Dio non tanto per evocare la Sua "essenza", impossibile da definire e troppo sacra persino da nominare, ma la Sua "presenza" presso di noi, che ne siamo sottomessi. Vedi la voce "Adonài" in A. Green, mwdooop. cit., pp. 29-30.
cite-note-261Nota 30. M. Rösel, mwdo4The reading and translation of the divine name in the Masoretic tradition and the Greek Pentateuch, mwdo8Journal for the Study of the Old Testament, 2007: "È in questo libro che troviamo il divieto più severo di pronunciare il nome del Signore. L'ebraico di 24:16, che può essere tradotto: «E chi bestemmia (3B?) il nome del Signore (9H9J) dovrà essere messo a morte»."
cite-note-262Nota 31. "Essi [i Sacerdoti, quando recitano la Benedizione Sacerdotale, quando c'era il Tempio] recitano il nome [di Dio] -- cioè, il nome mwdpmyod-hei-vav-hei, come sta scritto. Questo viene citato come 'nome esplicito' in tutte le fonti. Nel paese [cioè, fuori dal Tempio] viene letto [usando un altro dei nomi di Dio], א-ד-נ-י ('Adonai'), poiché solo nel Tempio questo nome [di Dio] è recitato come sta scritto." -- mwdpqmwdpuMishneh Torah di mwdpyMaimonide, "Leggi della Preghiera e delle Benedizioni Sacerdotali", 14:10
cite-note-263Nota 32. mwdpoKiddushin 71a afferma: "Non vengo chiamato col [Mio nome] come è scritto. Il Mio nome è scritto mwdpsyod-hei-vav-hei ed è pronunciato "Adonai."
cite-note-265Nota 33. Per esempio, due libri di preghiere comuni sono intitolati "Tehillat Hashem" e "Avodat Hashem." Oppure, una persona potrebbe dire ad un amico: "Hashem mi ha aiutato oggi a svolgere una grande mwdp8mitzvah."
cite-note-266Nota 34. Per esempio, nell'invocazione comune e lode:, "Barukh Hashem" (Benedetto [cioè la fonte di tutto] sia Hashem), o "Hashem yishmor" (Dio proteggi[ci])
cite-note-267Nota 35. Si veda mwdqymwdqcmwdqgDeuteronomio 12:2-4, su mwdqklaparola.net.: "Distruggerete completamente tutti i luoghi, dove le nazioni che state per scacciare servono i loro dei... Demolirete i loro altari... brucerete nel fuoco le statue dei loro dei e cancellerete il loro nome da quei luoghi. Non così farete con HaShem (YHWH) vostro Dio."
cite-note-268Nota 36. "Basandosi sul mwdq0Talmud (mwdq4mwdq8Shavuot 35a-b), Maimonide (mwdraHilkhot Yesodei HaTorah, Cap. 6), e su mwdremwdriShulkhan Arukh ("Yoreh Deah" 276:9) è proibito cancellare o obliterare i sette nomi ebraici the seven Hebrew di Dio che si trovano nella mwdrmmwdrqTōrāh (oltre ai succitati, ci sono anche mwdruE-l, E-loha, Tzeva-ot, Sha-dai) - cfr. George Foot, mwdrys.v. "Jehovah" in mwdrcEncyclopædia Britannica, Volume 15, cur. Hugh Chisholm (XI ed.), mwdrg1911, pp. 311segg.
cite-note-269Nota 37. Peter Schäfer, Catherine Hezser, mwdrwThe Talmud Yerushalmi and Graeco-Roman culture: Volume 3, 2002, p. 152: " In verità, non c'è nessuna testimonianza in nessuna letteratura rabbinica che i Samaritani usassero pronunciare il Nome Divino quando facevano giuramenti."
cite-note-270Nota 38. William C. Graham, mwdsaA Catholic Handbook: Essentials for the 21st Century, 2010, p. 51 mwdse(mwdsimwdsmENmwdsq) : "Why Do We No Longer Say Yahweh? The Vatican's Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments directed in... just as the Hebrews and early Christians substituted other names for Yahweh when reading Scripture aloud."
cite-note-297Nota 39. Sebbene l'amorreo e l'ebraico siano due lingue diverse, i loro sistemi verbali hanno molto in comune. Non c'è ragione di dubitare che a un certo stadio di sviluppo dell'ebraico sia esistita una forma mwdsgjahwī (senza il passaggio w > j) o mwdskjahwē. Poiché il sistema verbale ebraico richiede la finale mwdsoē, si può concludere che la pronuncia del tetragramma nel periodo biblico fosse mwdssjahwē. Le restanti forme possono essere spiegate con differenti mutazioni legate alle leggi fonetiche. Tale sviluppo dipende dal passaggio del tetragramma da verbo a nome proprio: questo passaggio indebolisce, per così dire, la funzione grammaticale della parola. Diverse forme possono dunque essere spiegate così: le sillabe chiuse si trasformano appena possibile in aperte; la vocale finale, che nelle forme verbali non può cadere, non è più essenziale una volta intervenuto il mutamento semantico; essa viene pertanto abbreviata e alla fine cadde, come tutte le vocali brevi infine parola. Il risultato è mwdsw*jahw, una forma ritenuta impossibile: la w viene vocalizzata e può essere allungata, dando la forma mwds0jahū (Ble § 25 c'd'; cfr. Cross, Myth 61). Se la vocale non viene allungata deve cadere e si ottiene mwds4*jah, e dopo il regolare allungamento della vocale si ha mwds8jāh. Dalla forma mwdtajahū vengono derivate altre due forme brevi: mwdtemwdtiMediante l'ampliamento della legge fonetica, secondo la quale la h cade alla fine del segmento formativo, da mwdtmjahū origina la forma mwdtqjaū che diventa facilmente mwdtujaw perché in ebraico successioni vocali che come quella di mwdtyjaū sono instabili. mwdtcLa vocale finale mwdtgū può passare ad mwdtkō risultandone così mwdtojahō. Questo passaggio avvenne probabilmente dapprima nei nomi propri, venendo poi esteso al nome di Dio in altre posizioni. Il cambiamento potrebbe essere avvenuto per analogia con la terminazione arcaica mwdts in, ad esempio, mwdtwjərîḥô, mwdt0šilôh. Da queste forme discendono altre due: mwdt4mwdt8mwduajahō > mwduejəhō, mediante regolare e riduzione della vocale atona mwduila contrazione mwdumjaw > mwduq. mwduuD. N. Freedman e P. O'Connor, mwduyLemma «jhwh», in mwducGrande Lessico dell'Antico Testamento, vol. III, Brescia, Paideia, 2003, p.mwdug 334.
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Voci correlate

• mwf5wBibbia
• mwf6aMetatron

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Collegamenti esterni

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Periodi storici dell'Ebraismo

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